“Oggi ho visto Jeffrey Deitch – dice Glenn O’Brian – e gli ho chiesto come stava”. “Non molto bene – ha detto Jeffrey -. Un mio caro amico è appena scomparso”. “Davvero? È triste. E cosa aveva?”, ha chiesto O’Brian. “Sai, il solito: un paio di Warhol, un Picasso..”, ha risposto Jeffrey.
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Il lavoro della pagina facebook di manetas verte sulle implicazioni sociali ed individuali legate al concetto di limite, inteso come area di confine geografica, ma anche mentale e culturale. Manetas elabora una definizione di “occidente periferico”, individuando una tipologia di territorio che si pone a metà strada tra quella delle grandi metropoli e quella tipica dei paesi in via di sviluppo, senza tuttavia assorbire specifiche caratteristiche né dall’una né dall’altra, risultando perciò riscontrabili in differenti paesi occidentali. Il suo metodo di ricerca si rivolge alla scelta dell’"immobilismo viaggiante" all’interno della “degenerazione nell’immobilità”, partendo dalla considerazione che il periferico contemporaneo è il luogo per eccellenza dell’immobilismo performante in quanto visibile, comune e caratterizzato ovunque dalle medesime dinamiche fasulle.
Quindi Manetas palesa in maniera contraddittoria una grossolana ma sincera equivalenza tra la fiera di miami con quella di torino, piuttosto che con la fiera di...
è interessante come manetas faccia coincidere tutti i ruoli del sistema nella sua pagina fb:
radicalizza la posizione del fruitore, dello spettatore imbastardendolo con il proprio ruolo d'artista/giornalista/gossiparo.
Manetas gioca sulla riflessione e sull'estetizzazione di "cose", sul sistema dell'arte con i suoi rituali, codici e convenzioni spuntati, che fanno sempre riferimento ad un certo sistema e linguaggio. Oggi e' molto semplice proporre una critica: Manetas invece prendere le distanze più radicalmente e affrontare specificatamente i contenuti, utilizzando in modo primitivo una semplice pagina di facebook.
Vanessa Beekroft è diventata monotona e ripetitiva. E' lo specchio della sua vanità.