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Cinque artisti in ricerca. Alessandra Pioselli ci parla della residenza di Kilometro Rosso

di - 18 Ottobre 2018
Cinque giovani artisti, cinque centri di ricerca scientifica e tecnologica: un incontro tra arte, ricerca e impresa. Ci troviamo a Bergamo, dopo quattro mesi di residenza di Giorgio Pagani, Valeria Codara, Valentina Goretti, Mireille Pigazzi, Umberto Meroni, all’interno di aziende e centri di ricerca d’eccellenza, lo scorso 8 ottobre ha inaugurato la mostra della III edizione di Artist-in-residence Kilometro Rosso. Abbiamo rivolto qualche domanda ad Alessandra Pioselli, curatrice del progetto.

Cosa può significare per un giovane artista neo-diplomato aver l’opportunità di sperimentare il proprio linguaggio attraverso altri campi del sapere? Cosa può originarsi dalla contaminazione tra arte e impresa, tra arte e scienza?
‹‹Il motore di questo progetto è esattamente quello di offrire uno spazio d’incontro con altri saperi per giovani artisti in via di formazione. Con l’Accademia ci siamo posti l’obiettivo, anche attraverso altri progetti, di spingere i giovani al confronto con un ampio spettro di discipline e ambiti culturali, fuori dallo spazio anche fisico dell’istituzione. Significa molto semplicemente aprire la mente, imparare a dialogare e mediare con contesti complessi dove la ricerca artistica non è prevista, riflettere anche sullo specifico del proprio lavoro e del proprio ruolo al cospetto di tale diversità. È una crescita in termini di esperienza e di estensione di prospettiva che può riverberare nell’immaginarsi inediti percorsi di ricerca e di produzione, nuovi canali di creazione di valore. Il punto della contaminazione – soprattutto per programma che ha una valenza formativa – non sono obiettivi quantificabili nell’immediato ma è l’esperienza profondamente cognitiva e umana che si produce. Questa è il potenziale agente trasformativo››.
Gli artisti a cui è rivolta la call di partecipazione sono gli studenti dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. Come nasce ogni binomio artista/azienda e come avviene la selezione? Si è verificata una relazione particolarmente significativa che è continuata nel tempo?
‹‹Sì sono studenti ma anche neodiplomati. La call prevede che i candidati esprimano una preferenza a riguardo dell’azienda presso cui vorrebbero lavorare, chiarendo le motivazioni di questa scelta. La selezione da parte di una commissione formata da artisti e critici che insegnano in Accademia avviene in base al portfolio, agli interessi di ricerca e alle motivazioni. Il progetto non prevede che il rapporto tra artista e laboratorio di ricerca prosegua nel tempo, considerando che le realtà aziendali che i giovani incontrano sono parecchio strutturate in settori ad alta specializzazione come le scienze biomediche o la meccatronica. Tuttavia, gli incontri sono stati intensi, come riconosciuto dagli stessi ricercatori e professionisti che lavorano in questi settori, che hanno mostrato una grande sensibilità e apertura, peraltro insita nella natura del loro stesso lavoro, rivolto alla ricerca. Sono continuati, però, dei rapporti. Al termine della prima edizione, Simone Longaretti, che sperimentava nel campo delle ceramiche (industriali) era stato chiamato da una azienda per la sua competenza e capacità d’invenzione, mentre la relazione con Umanìa si è trasformata in un lavoro riconosciuto economicamente, per un certo periodo di tempo, per due delle giovani artiste che vi hanno dialogato››. (Francesca Ceccherini)

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