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Cinque giorni per i disegni “evasi dall’immaginazione”. Alla Marsèlleria di Milano il grande progetto dell’Atelier dell’Errore

di - 5 Febbraio 2014
“È un evaso dalla prigione della nostra immaginazione”. E mai titolo potrebbe essere più vero, poetico e azzeccato per un appuntamento speciale che, fino a domenica, è in scena alla Marsèlleria di Milano. Stavolta non c’è bisogno di forzare la mano con rimandi all’Informale, all’Art Brut, alle fascinazioni di Dubuffet per il disegno dei bambini e la libertà dei pazzi, perché ad accogliervi è una distesa di disegni incredibili realizzati dai piccoli del Centro di Neuropsichiatria Infantile dell’AUSL di Reggio Emilia, guidati da 12 anni da Luca Santiago Mora.
Si, stavolta non c’è un progetto “artistico” negli spazi di Marsèl, ma qualcosa di molto più profondo che ha a che fare con la pratica relazionale dell’arte, nel vero senso della parola, e che in Emilia si è concretizzata in quello che dal 2011 è la onlus “Atelier dell’errore”.
«Ho cominciato per caso, se mai il caso esistesse, e all’inizio mi sentivo un errore stando lì, con loro. Poi ho scoperto che loro si sentono quasi sempre errori, grazie a noi “normali”. (…) Sull’errore si può costruire un meraviglioso metodo di lavoro per riscattare la sorprendente potenzialità poetica di questi ragazzini, sconosciuta a molti, a me per primo».
Non è un caso, forse, che tra le pareti di Marsèlleria, a cura dello stesso Atelier, di Valentina Ciuffi e Giovanni De Francesco, ieri sera vi fosse infatti non il “compatimento” che si riserva ai malati, ai bambini in difficoltà e alle problematiche, ma lo stupore, la meraviglia.
Nel vedere gli animali fantastici del libro di Ermanno Cavazzoni completamente traslati in una forma estetica spietata e armonica, colorata e psichedelica. Adulta, se si vuole “snaturare” con un lemma identificativo il risultato di un progetto che è una “scultura sociale”, dove l’arte non è terapia, ma un compendio all’attività clinica, in grado di generare nuove percezioni e nuove consapevolezze anche nei grandi.
Quei “grandi osservatori” degli enormi pesi che questi animali portano con loro, spesso mostrati come esseri aggressivi, ma che invece sono giganti buoni e un po’ tristi. Sempre.
Non perdetevi l’occasione di vederli riuniti. Non perché, “Il Palazzo Enciclopedico” docet, va di moda occuparsi dei secondi, ma per farvi raccontare le storie più belle, quelle vere.
E domenica, dalle 18, l’Atelier dell’Errore si svela anche attraverso una serie di film, sempre alla Marsèlleria, che si conferma come uno dei luoghi espositivi meneghini più vivi e in grado di parlare a una serie di target trasversali.

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