Si sta parlando di scoperte, oggi 5 dicembre, nel convegno in corso a Limassol (Lemesos) sulla costa meridionale di Cipro, l’isola asiatica del Mediterraneo centro storico di antichissime civiltà, mitologie e strategie internazionali.
Le campagne condotte dai ricercatori italiani nel sito protostorico di Pyrgos avevano permesso già un anno fa, con i primi risultati delle scoperte fatte, di riproporre
al mondo scientifico la teoria della scomparsa di alcune civiltà del Mediterraneo (…e di Atlantide ) per cause sismiche o per l’impatto di meteoriti. Quattromila anni fa infatti a Cipro ci fu una catastrofe e le tracce sono inconfutabili a Pyrgos, insediamento preistorico situato nella valle del fiume omonimo a due chilometri dal mare di Limassol e a ridosso delle miniere di rame, calcopirite e malachite. Nella più antica industria del rame del Mediterraneo, forse abbandonata come “luogo maledetto” dopo il disastroso terremoto, in questi mesi si è continuato a studiare e il Consiglio nazionale delle ricerche, che si occupa del cantiere e ha organizzato il convegno, ha anche sperimentato le applicazioni di radiocarbonio C14 ai reperti.
E, sempre in tema di scoperte, a Limassol verrà data la notizia del ritrovamento di un vero e proprio tesoro archeologico , diecimila monete oltre a gemme e altre decine di reperti, tra cui le centocinquanta monete greche in lega d’argento, rarissime e di alta qualità, segnalate all’attenzione italiana dall’Interpol e dalla Repubblica di Cipro a giugno scorso.
Sono tetroboli e stateri dei re Evagoras I di Salamis, Zotimos e Rhoikos, risalgono al IV sec. a.C., e sono attribuibili all’antica città stato di Amathus (zona est dell’attuale Lemesos) da cui, insieme ad altre testimonianze, sono state scavate clandestinamente. Di stessa tipologia e peso, le monete sono anche ricoperte da una patina uniforme che ne conferma la provenienza dal sottosuolo e da un unico rinvenimento.
“Erano in vendita su Internet sul sito EBAY di una società residente a San Marino che si occupa di aste on-line – raccontano i Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale – e attraverso accertamenti telematici abbiamo individuato il nodo della rete da dove l’account si collegava per immettere le informazioni relative agli oggetti in vendita ”.
Perquisizioni, accertamenti bancari e controlli in banche dati, per scoprire un’organizzazione con un volume d’affari di milioni di euro e una rete di clienti a livello mondiale. Le indagini sono ancora in corso.
[exibart]
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