Danilo Eccher propheta in patria. La notizia, che smentisce il ben noto
Nemo propheta in patria arriva infatti proprio da Trento, dove il critico – che nel capoluogo è nato 55 anni or sono – è stato nominato presidente della neonata Fondazione Galleria Civica di Trento. E quindi fa ritorno sotto le Alpi, dove aveva “debuttato” nel 1989 come direttore artistico della stessa Galleria, passando poi per Bologna fino al romano Macro. Un rientro nella città del Concilio a 20 anni dal primo incarico, dunque. L’annuncio fa il paio con quello di tutto lo staff della Galleria Civica, che in vista dell’appunto della nascita della Fondazione il 31 dicembre, saluta pubblico, artisti e amici.
Fabio Cavallucci, direttore dal 2001, lascia l’istituzione dopo 350 tra mostre, eventi e conferenze, che hanno coinvolto più di 1500 artisti, curatori e personalità della cultura internazionale. Una proposta di tipo laboratoriale (“voglio fare una galleria, una rivista, un sito”, disse Cavallucci all’inizio del suo mandato), un tentativo sovente riuscito di avvicinare l’arte contemporanea ad un pubblico non necessariamente di addetti ai lavori. Fra le mostre più note:
Cai Guo-Qiang, Katarzyna Kozyra, Maurizio Cattelan, Santiago Sierra, Aernout Mik, Gillian Wearing, Joan Jonas, Wilhelm Sasnal, Paul McCarthy e
Benjamin Weissman. Cavallucci rientra dunque nel possibile ‘valzer’ delle poltrone dei musei italiani dove stanno ballando da qualche tempo Luca Massimo Barbero, Ida Gianelli e altri. Valzer dal quale probabilmente si congeda Danilo Eccher, dato giorni addietro per papabile al Castello di Rivoli o alla Gam, entrambi a Torino.
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Ricordo ancora l'affermazione di Eccher quando gli chiesero se sarebbe o no tornato in Trentino (peraltro alla guida del Mart): "No, non ci sono le condizioni per questo passaggio. Chi ha lavorato sul piano nazionale poi si trova in difficoltà a rientrare..." ( Trentino, 22 ottobre 2006). Mi chiedo cosa sia cambiato da allora in questa realtà periferica, come la definiva lui.
...Ma come si attendeva un nuovo nome innovativo!!.. e invece dopo Cavallucci si ritorna nuovamente a Danilo Eccher??! Sarà pure la sua città... ma non mi sembra che a Roma presso il Macro la sua comunicazione sia stata efficace... nomi validi sulla scena del contemporaneo... ma a conclusione mostre deserte ( e ricordo: gratuite) e un bookshop quasi da cartoleria... speriamo solo che mantenga la stessa linea di coraggio.....
addio ad uno dei pochi luoghi di ricerca in Italia, aperto alla sperimentazione e alle giovani proposte