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Code polemiche ad Artissima. Un libro sui galleristi fa arrabbiare i galleristi…

di - 9 Novembre 2009
Che alla fine di un evento complesso come una fiera – Artissima, in questo caso -, si levino delle voci critiche, non fa certo notizia. È inevitabile che ci sia qualcuno scontento, per i motivi più diversi, spesso peraltro bilanciati da opinioni invece positive.
Ma quest’anno le critiche paiono aver trovato un bersaglio univoco, che le ha dotate di concretezza e forza capaci di attrarre proseliti.
Il bersaglio – molti non si stupiranno – è il direttore Andrea Bellini, e lo spunto è il libro a sua firma distribuito insieme ai cataloghi, dal titolo Tutto quello che avreste voluto sapere sui galleristi ma non avete mai osato chiedere. Ovvero una voluminosa raccolta di interviste a galleristi: ed è qui che si scatena la bufera. Perché il libro interpella solo alcuni dei nomi presenti in fiera, ed altri galleristi che invece a Torino non c’erano e non ci sono mai stati.
Fulmini e saette che già scoppiettavano sabato scorso durante il classico ‘giro’ per le gallerie e che oggi sono state raccolte e pubblicate da Rocco Moliterni sulla Stampa. Ad “aprire le danze” è un impetuoso Alfonso Artiaco: “Quello che è successo qui non sarebbe successo in nessun altra fiera del mondo. Mi spiace per Torino che ritengo una città raffinata e attenta all’arte contemporanea, ma questa è l’ultima volta che vengo ad Artissima”. Gli fa eco la milanese Raffaella Cortese: “Trovo quello che è successo a dir poco scandaloso e chiederò il rimborso di quanto ho versato per la pubblicazione del catalogo della fiera. Non per piccineria, ma perché credo che ci sia stata una grave mancanza di rispetto nei miei confronti”.
E a specificare meglio l’oggetto della contesa ci pensa il torinese Alberto Peola: “Nessuno contesta a Bellini di scrivere o dire quali sono i galleristi che ama, ma pubblicare a spese nostre un libro di interviste in cui sente alcuni e non altri fra quelli che partecipano alla ‘sua’ fiera è una cosa inaudita”. E sono tantissimi i galleristi a schierarsi su queste posizioni.
E la fiera che dice? Risponde che il libro sui galleristi è stato pagato da uno sponsor, non dai galleristi. Che si tratta di un progetto culturale, di una collana di volumi dedicati al sistema dell’arte senza alcun altro secondo fine.
Come che stiano le cose, senza dubbio un filino frettolosa è stata la scelta di fascettare il (voluminoso) libro con il (sottile) catalogo e consegnarlo come documento ufficiale della fiera a tutti i giornalisti, i vip, i collezionisti. In generale poco sensato risulta offrire il destro a quanti – a ragione? – mal sopportano un’atmosfera da “figli e figliastri”. Specie in una fiera che di fatto è un ente pubblico, le gallerie (e le riviste) partecipanti, dovrebbero essere tutte sullo stesso piano tra loro. Altrimenti non ci si può sorprendere se qualcuno se la piglia a male…

[exibart]

Visualizza commenti

  • Liberissimo Bellini di 'spingere' i suoi amichetti, ma non può farlo da direttore di una istituzione. Se vuole parteggiare per quello o per quell'altro faccia il curatore indipendente, che problema c'è?
    Pessimo viatico per la direzione di Rivoli.

  • Ditemi chi è quel fesso o sprovveduto che pensa che i galleristi possano svelare i loro segreti (qualora li abbiano)in una semplice intervista ?

    Circa Artissima, poveri FESSI (qui senza alternative)quei galleristi che ci continuano ad andare. Ma lo volete capire o no che è una fiera da abbandonare al proprio destino ?
    La notizia del libro è solo l'ultima di una lunga serie di comportamenti poco professionali che puntalmente accadono ad ogni edizione della fiera.

    La Frieze italiana ? Ma va là, ma va là, non facciamo ridere i polli ! Anche se a dire il vero gli unici veri polli sono i galleristi che vanno ad Artissima, pur sapendo di non vendere e di essere trattatti come volatili da spennare.

  • E' assolutamente vero!
    Artissima è una fiera estremamente provinciale proprio perchè millanta una selezione che in realtà è carenza. Questo libro è l'ennesima prova del livello dell'organizzazione e di Bellini.
    Torino non può essere la più grande fiera mercato perchè c'è già Bologna ed ha sempre risicato spazi maldestramente...Mi domando: perchè mai un collezionista dovrebbe acquistare a Torino se trova di tutto e di più a Bologna? Se poi cerca qualcosa di diverso 15 giorni prima c'è Frieze e Zoo a Londra...Ma suvvia!

  • Tanto ci si mette la maschera da "internazionali", New York e tante belle cose, tanto si rimane provinciali e specchio di un'Italia che va come non dovrebbe andare.
    Ma da noi si puo' fare tutto, e per gli altri, "sti c...i", vedi premio cairo ecc. E' cosi', il solito, purtroppo.
    Peola pero' dovrebbe essere pero' l'ultimo a parlare che le sue belle e buone acquisizioni ogni tanto gli 'toccano'.

  • Loredana brava! finalmente un può di buon senso in questo marasma di mediocrità e di accondiscendenza servile nel quale siamo ridotti.

  • ..non so perchè, ma molti di questi commenti acidi hanno l'aria di essere interessati. Mi sbaglio? anche perchè se c'è una città culturalmente (e cultura a 360 gradi!!) non provinciale, è proprio Torino, con buona pace di chi se lo ripete per rincuorarsi...
    ...e poi ci siete venuti a vedere, la scorsa settimana? forse, semplicemente, non sapete cosa vi siete persi... Alice Sisti, Torino

  • A Gino ma perchè pensi che Daniel Birnbaum,Carolin Christov Bakargiev, Massimiliano Gioni,Carlos Basualdo non siano anche loro ovviamente schierati... ? Ma dove vivi... forse lo sono più di Andrea Bellini soltanto che sono più furbi, qualcuno direbbe infingardi, qulacun'altro viscidi, a ognuno lascerò scegliere l'aggettivo che più preferiscono ma questa è la realtà dei fatti caro mio.

  • @alicesisti, invece tu sei mai uscita dal Piemonte? da come parli forse no, oppure sei decisamente andata nei posti sbagliati.
    Ma se ti piace tanto buon per te, ma gli altri hanno tutto il diritto di dissentire.

  • il lingotto andava bene per il salone dell'auto.
    A Torino volete fare la capitale "International" del contemporaneo? Con i soldi della provincia? ma andate a lavorare...

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