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Un appello alle istituzioni politiche campane affinché prendano atto dell’opportunità di garantire sostegno al Madre, che costituisce una presenza importante nella geografia dell’arte contemporanea in Italia”. Arriva un inaspettato sostegno “sindacale” dall’
AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, per il Madre, oppresso dalla pesante situazione finanziaria che tiene banco ormai da mesi. E giunge in calce ad un articolato documento, con il quale i musei prendono una decisa posizione sulle conseguenze degli annunciati tagli alla cultura in finanziaria e, in particolare, di quelli legati ai musei d’arte contemporanea.
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La riduzione dei finanziamenti pubblici – si legge tra l’altro nel testo, letto dalla presidente AMACI Gabriella Belli durante la conferenza stampa di presentazione della Giornata del Contemporaneo –
comporterà per i musei associati una diminuzione delle disponibilità economiche fino al 30% dei propri budget, che si inserisce in un trend di sostanziali decurtazioni, già registrate negli ultimi anni, e in un contesto di finanziamento pubblico ai musei considerevolmente inferiore rispetto ai principali Stati europei”.
Ma le obbiezioni sono precise e circostanziate: i tagli comporteranno “
riduzione delle attività di ricerca e produzione culturale, quando non addirittura la loro soppressione, e nei casi più drammatici, una riduzione delle spese di funzionamento ordinario, dalla conservazione delle opere alla manutenzione degli immobili, con il conseguente rischio di un progressivo degrado del patrimonio museale e la soppressione di numerosi posti di lavoro”.
Situazione allarmante, preoccupazione condivisibile e condivisa. Non si può fare a meno di notare, però, l’assenza di proposte volte a superare il problema. Ed anche l’assenza di “sanzioni”, se la politica non dovesse ascoltare l’appello…
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Tagli alla cultura e aggiunte all'ortografia. Obiezioni con una sola B