Sette artisti dalle storie e le esperienze diverse, da Marco Bagnoli a Ciriaco Campus, Pietro Fortuna, Eugenio Giliberti, Vittorio Messina, Hidetoshi Nagasawa, Nakis Panayotidis. Di cui si cercano le affinità e le condivisioni proprio nelle differenze. Parliamo di Prossimità, la mostra che inaugura a Roma la nuova Galleria Giacomo Guidi Arte Contemporanea. Opere che invitano a oltrepassare la soglia che tra il visibile e l’invisibile, traendo forza dalla grande tradizione artistica del passato, ma anche nelle nuove aperture dimensionali. Un’avventura – questa del giovane gallerista romano Giacomo Guidi, nel cuore della vecchia città tra il Tevere e Campo Marzio – che cercherà di coniugare esperienze differenti alimentando un clima intellettuale che in questi ultimi anni sta positivamente crescendo nella capitale. Alternando mostre collettive a mostre personali, nelle quali l’artista invitato realizzerà lavori pensati appositamente per l’occasione, con scelte tese ad individuare figure artistiche che si contraddistinguano per la qualità e per l’attenzione alle problematiche più attuali dell’arte contemporanea.
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