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Colpo alla fotografia italiana, chiude l’Agenzia Grazia Neri

di - 20 Settembre 2009
Nei suoi oltre quarant’anni di vita, ha scritto parole fondamentali nella storia della fotografia e del fotogiornalismo, in Italia ma non solo. Acquisendo la rappresentanza dei più rinomati fotografi, delle testate giornalistiche più prestigiose e di agenzie quali Black Star, Contact Press Images, VU, VII, Polaris e WPN. Tra i fotografi più noti rappresentati dall’agenzia Karsh, Annie Leibovitz, Douglas Kirkland, Herb Ritts, Donna Ferrato, James Nachtwey, David Burnett.
Molti l’avranno capito, parliamo dell’Agenzia Grazia Neri, che ora annuncia la chiusura dell’attività, decisa dalla famiglia e dall’assemblea dei soci. Un nuovo duro colpo per l’ambito creativo italiano, che le voci attribuiscono ai mutamenti nelle dinamiche dell’editoria e della comunicazione, all’aumento esponenziale della concorrenza internazionale ed in generale alla crisi attuale.
Colossi come le agenzia Corbis (Bill Gates) e Getty – commenta un frequentatore di un forum in rete – hanno ormai tanto potere da potersi permettere di andare dai grandi editori nazionali di quotidiani e periodici e di trattare contratti multimilionari per ottenere l’esclusiva nella fornitura delle foto, a prezzi stracciati. In questo modo i photoeditor sono costretti dai loro editori a comprare da un’unica fonte”.
Un colpo che potrebbe ripercuotersi anche sull’attivissimo spazio espositivo milanese di Via Maroncelli, che negli anni ha presentato diecine di mostre di big quali Giorgia Fiorio, James Hill o James Whitlow Delano, ospitando premi come il Canon giovani fotografi o l’Epson art photo award.

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www.grazianeri.com

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  • Sono solamente un vecchia milanese (in tutti i sensi) e per me il nome Grazia Neri è sempre stato un mito.Sono profondamente triste,cosa dobbiamo ancora perdere?00

  • ERA ORA!!
    FINNALY!!

    La sua arroganza sul mercato italiano è finalmente finita!!
    Spazio ai giovani fotografi e alle piccole agenzie che producuno materiale in italia.
    E basta alle agenzie che vendono quasi esclusiovamente materiale estero a danno dei fotografi italiani.
    Poveri fotografi dell'agenzia e poveri dipendenti,di certo la sigr.a grazia neri non ne uscirà impoverita,da tutta questa faccenda.
    Avanti la prossima,di cui non faccio il nome.

  • Era l'unica agenzia di comunicazione fotografica e fotogiornalismo che avesse basato la propria esistenza sullo sviluppo e ricerca di reportage veramente validi.
    L'unico appiglio che potesse contrastare la MAGNUM, l'unico posto rimasto illeso.

    L'arroganza e la stupidità (nonchè ignoranza) delle giovani leve della fotografia ha fatto si che non ci fosse più mercato per la fotografia, facendo decadere lo status di "fotografo", "fotoamatore" e "fotoamatore evoluto". Chiunque oggi abbia la possibilità di comprare una reflex si definisce fotografo, senza avere umiltà.

    Va via con l'Agenzia Grazia Neri una parte di storia della fotografia e fotogiornalismo, non solo italiano, ma del mondo intero.

    Tutta la mia stima nei confronti di una donna che ha cercato di dare una direttiva alla fotografia che, ancora oggi è considerata da molti il surrogato di altre forme d'arte visive.

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