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Come dare forma all’indicibile? L’Associazione dello Scompiglio apre una call sulla morte

di - 7 Febbraio 2018
In che modo la visione della morte può condizionare le abitudini quotidiane? Cosa emerge dalla diversità dei rituali funebri? Qual è il limite di ingerenza tra Stato, collettività e individuo, in casi come l’eutanasia e il suicidio? Sono solo alcune delle domande poste dal bando “Della morte e del morire”, call dell’Associazione Culturale dello Scompiglio, aperta fino al 5 marzo 2018.
Dopo l’identità di genere, argomento del precedente bando, l’associazione, che ha già collaborato con personalità come Chiharu Shirota, Teresa Margolles e Regina José Galindo, invita artisti impegnati in ogni ambito, dall’arte visiva a quella scenica e musicale, a confrontarsi con altro un tema di stretta attualità. Da indagare in tutti i suoi aspetti, dalla dimensione socio-politica, con le declinazioni dell’eutanasia, dell’aborto, del suicidio e della pena di morte, a quella ideologica, con le varie derivazioni religiose e mistiche, fino a quella celebrativa, con gli aspetti relativi ai rituali funerari e all’elaborazione del lutto. Ovviamente, obiettivo non è trovare una risposta a qualcosa di profondamente oscuro ma, almeno, trovare il modo di dargli forma, raccontando e rappresentando l’ignoto.
Il bando è aperto a tutti gli artisti, indipendentemente dall’età, nazionalità, esperienza o altra qualificazione. I progetti potranno essere di qualunque dimensione e prevedere qualsiasi durata, da realizzare negli spazi interni o in quelli esterni della Tenuta Dello Scompiglio, nella splendida tenuta nelle campagne di Vorno, in provincia di Lucca. La giuria, composta da Cecilia Bertoni, Michela Giovannelli, Marialucia Carones, Angel Moya Garcia e Antonio Caggiano, valuterà l’attinenza al tema e, con particolare attenzione, i progetti ideati per gli spazi esterni. Qui è possibile scaricare il bando.

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