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Come funziona e cosa permette la fusione tra pubblico e privato, nel sostegno della cultura? Se ne parla oggi in Campidoglio, con l’American Academy

di - 17 Marzo 2015
Un rapporto di gestione cruciale oggi, quando il pubblico non riesce a sostenere costi e quando il privato si inventa formule, come il crowdfunding, per riuscire a portare avanti iniziative. Ecco perché è sempre più necessario fare chiarezza su come enti pubblici e non, o misti come fondazioni partecipate, possano unirsi per supportare la cultura.
American Academy in collaborazione con Roma Capitale e nell’ambito del Protocollo d’Intesa firmato nel 2014, oggi dalle 15 alla Sala della Promoteca in Campidoglio propone “Public-Private Partnerships for Supporting Culture: Incentives and Impact”, una conversazione aperta al pubblico e che vedrà ospiti la Presidente del MAXXI Giovanna Melandri e l’Assessore alla Cultura Marinelli con il Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Francesca Barracciu, l’Assessore allo Sport di Roma Paolo Masini e un’altra serie di studiosi come Peter Gould (Professore di Cultural Heritage, American University in Rome; membro del Consiglio di Amministrazione, Sustainable Preservation Initiative); Roberto Orsi (Errpi Communicazione/Osservatorio Socialis); e anche di addetti ai lavori come Carla Fendi, di Fondazione Carla Fendi.
Quali sono quindi i modelli economici che incentivano l’investimento privato nella cultura? Qual è il potenziale sociale nel riuscire a rendere la cultura fruibile a un numero maggiore di “utenti” possibile?
«La cultura è uno più importanti business del mondo. È, inoltre, molto più di un business e il suo valore, naturalmente, non può essere quantificabile in euro», ricorda la direttrice dell’American Academy, Kim Bowes .
Una discussione che metterà in luce le possibilità, in modo particolare per comunità locale e quartieri svantaggiati, della fusione tra pubblico e privati, ma anche alle responsabilità che conseguono a questo tipo di accordi. Ingresso libero.

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