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Com’è triste Carrara. No, non la Biennale, proprio Carrara…

di - 27 Giugno 2010



Fabio Cavallucci, per la sua grande operazione di rilancio della Biennale di Carrara, ha opportunamente puntato sui tanti spazi industriali dismessi della capitale mondiale del marmo. Segherie, laboratori, magazzini marmiferi. Grande fascino e grande chance – anche per i carrarini – di visitare luoghi solitamente chiusi al pubblico. In realtà, l’ex direttore della Galleria Civica di Trento, non deve aver avuto grande difficoltà a recuperare degli spazi in abbandono in una città che in abbandono sembra esserci un po’ tutta.
Non vuole essere una critica fine a se stessa, ma piuttosto uno stimolo a migliorare per una città che in tutta evidenza risulta non bene amministrata, poco curata, vittima di quel filo di cattivo gusto ed approssimazione che – pur essendo in Toscana – la fa somigliare (si vedano le foto sopra, prese nei pressi del centro!) più alla montenegrina Podgorica che a Siena o Lucca. Fatte salve alcune strade del centro-centro.
In questo contesto si iscrive anche la pochezza delle strutture ricettive (praticamente un solo hotel, in centro storico) che tanto ha fatto penare art-lovers e operatori del settore durante i giorni dell’inaugurazione della Biennale.
Tra due anni, in occasione della prossima edizione, auguriamoci di trovare una città con meno graffiti, meno auto in sosta selvaggia, meno negozi stile anni Cinquanta in pieno centro, meno antenne sui tetti, meno infissi in alluminio anodizzato!

[exibart]

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  • Sono state pubblicate volutamente delle immagini in cui si vede una parte di Carrara, mentre, credo volutamente, altre immagini come Piazza Alberica, Piazza d'Armi, Teatro, Accademia, Via Roma etc, la sede storica degli Anarchici, etc. non appaiono. Tutte le città hanno anche un lato B, provate ad andare a Roma o Venezia... inoltre questi luoghi ( a parte il cassonetto) "parlano" , raccontano altri aspetti di un sito, per cui perchè "mostrare" due immagini di Carrara e giudicare con tanta superficialità? Ma le cime azzurrine delle Apuane che scompaiono nel cielo le avete viste? O la robustezza del bianco apuano che sale dal mare? Carrara non è più triste di altri luoghi se la giudicate da due foto che potrebbero essere un qualsiasi luogno italiano.

  • Penso che in qualsiasi città se si vuole si riescono a trovare quartieri come questi. Come nota vorrei ricordare a quanti non lo sapessero che quella stessa zona è stata flagellata dall'alluvione di qualche anno fa. Spiace che l'obiettivo fotografico non abbia inquadrato gli edifici restaurati poco distanti, i vicoli storici, e soprattutto le piazze rinnovate e abbellite da quel materiale che da sempre è sinonimo di Carrara.

  • concordo con Trabucchi....io non la conoscevo l'ho trovata vera proprio bella poi ragazzi...è terra d'anarchia...

    X Marseglia scusa ma hai visto tutto? no perchè l'omaggio alla memoria e al pensiero anarchico era nel lavoro di alcuni artisti... anche proprio ai cavatori e ai lavoratori del marmo ...

    quanto all'opera di Mccarthy ribadisco il concetto le feci sono ancora un grande tabù..peccato che siano state decantate dai più sommi poeti.....che siano divenute oggetto di trattazioni filosofiche, antropologiche, psicologiche...che gli artisti se ne devono tirar fuori????

  • Per tutti quanti: relativismo, lati nascosti di una città, sì, sì, capisco.
    Sono una storica dell'arte e credo di conoscere un po' la lingua italiana (pensa un po'), oltre alle esigenze e ai problemi del nostro territorio. So bene che una foto è solo una minima parte di un tutto e non puo' certo incarnare lo spirito di una città. Non è da un dettaglio che si traggono delle conclusioni.
    Detto questo, la mia replica su exibart era relativa ai commenti di chi si beava della decadenza.
    Per Annalisa: mi fa piacere sentire che si fa qualcosa a Carrara vista la mancanza di fondi per fare l'intervento piu' banale in questo paese.

  • Le foto illustrate non rendono giustizia a Carrara. Sono molto in accordo per quanto riguarda il discorso delle recettività. Manca una vera e propria struttura recettiva. E non solo in occaione della biennale. L'idea delle location dismesse per creare installazioni è secondo me un ottima idea. Peccato che i lori proprietari non hanno la passione e la sensibilità per accogliere questa interesante idea. ( vedi ex Segheria Adolfo Corsi.. C'è il cartello dela Biennale completamente coperto da ina vegetazione in stato di abbandono. Mi chiedo se la persona o le persone che hanno posizionato il cartello si siano accorte di questo. Io purtroppo credo di si... Poca Sensibilità!!! Poca cultura di base. L'opera di Mc Carthy può essere la giusta metafora.

  • Ho passato a carrara i primi 18 anni della mia vita e adesso posso dire lucidamente che la citta sta morendo. L'abbandono descritto da quelle foto, forse un po cattivelle ma sicuramente indicative, rispecchia una decadenza economica generale che deriva dalla gestione scellerata della risorsa piu importante della citta. Le concessioni degli agri marmiferi stanno confluendo (forzaamente) nelle mani di societa ed individui totalmente privi della benche minima competenza manageriale, completamente privi della profondita interpretativa che dovrebbe caratterizzare la classe dirigente di qualsiasi societa evoluta.

  • @ Laura: Cara Laura, mi fa piacere che tu ti sia presa così a cuore il mio post, però io non ho scritto che sono uno che gli piace sguazzare nella "decadenza"..ehehe;).Io sono d'accordo che si può fare di meglio per tenere in ordine questa città, però la notte dell'inaugurazione il poter passeggiare in certi angoli "torbidi" (si,evidentemente trascurati) creava paradossalmente un filo conduttore tra gli spazi dismessi adibiti a sedi espositive e alcune zone della città, amplificando quelle sensazioni già trasmesse da alcune opere. Immaginati una Carrara vestita a festa, come il contadino con il completo della domenica: ruffiana e impacciata.
    Questa è una terra che bada poco alle formalità: schiva, arcigna, (sentito il dialetto?) storicamente anarchica.
    E' vero, forse sarebbe possibile una Carrara Centro più ordinata, razionale, con i cassonetti verdi,gialli e blu, le facciate rinfrescate, le auto nei loro posteggi a pettine...diciamo che trovo più elettrizzante il vitalismo disordinato, ma sincero, di Carrara che un certo ordine (magari solo di superficie), insipido e alienante.
    Magari il mio è un punto di vista un po'discutibile, forse eccessivo: sarà campanilismo?
    Un caro saluto.

  • la forza di carrara sta proprio nella decadenza! Anzi dovranno avere un' attenzione particolare quando decideranno di recuperare certe zone sopratutto quella sul torrente (vedi foto) perchè non perda la sua originalità.Basta con città leziose , finte e tutte uguali le une alle altre.

  • Ho sempre pensato a Carrara come avrei voluto che fosse, tutta in marmo, una "macchia" bianca sulla carta geografica, che abbagliasse i piloti di aerei in transito, e abbagliasse i turisti, giunti a migliaia per il solo privilegio di camminare sul marmo, intorno a case rivestite di marmo, in mezzo a infinite opere in marmo ...

    Invece diciamocelo chiaro, questa ricchezza ci è stata rubata dalla piccola loggia che governa Carrara da sempre, e si divide ogni opportunità sfruttandola a proprio vantaggio, senza che la città ne ricavi mai qualcosa, che non siano DEBITI o SFRUTTAMENTO indiscriminato delle risorse ... mi viene da piangere, povera Carrara, immagine dell' Italia che tutta sta morendo .

  • Carrara non obedisce a nessun cliché è molto autentica, non è Pietrasanta, non è Siena, non è Sarzana...Carrara non è ne in Toscana ne in Liguria, Carrara ha la sua ricchezza proprio in questo, va assaporata in modo diverso! e poi che banalità di foto! i cassonetti! La Biennale questa volta è veramente una vera biennale d'arte contemporanea! fantastica! un neo: le indicazioni dei luoghi
    Carrara non è perfetta deve lavorare e deve migliorare come qualsiasi altra città di provincia.

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