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Copenaghen. Il parco pubblico delle culture e delle “sculture”, che racconta l’identità globale di un piccolo quartiere

di - 26 Ottobre 2012
Si chiama “Superkilen”, ed è un parco lungo un chilometro situato nella zona di Nørrebro, a nord del centro di Copenaghen, uno dei quartieri più etnicamente e socialmente diversi della capitale danese, dove convivono più di 60 nazionalità. Il grande progetto è il risultato di un concorso su invito avviato dalla città di Copenhagen, con la fondazione Realdania, per la creazione di uno spazio urbano con una forte identità glocal. Lo studio di architettura Big Architects, i paesaggisti Topotek1 e il collettivo Superflex, hanno messo appunto tre aree colore, ognuna delle quali offre funzioni peculiari e atmosfere, e si pone come veicolo di integrazione per le culture della zona, e che ha coinvolto anche gli abitanti all’interno del processo di progettazione, con lo svolgimento di incontri pubblici e una “cassetta dei suggerimenti”. Ne sono risultati così tre spazi che hanno in sé tutta la diversità trasformata in una nuova ricchezza fisica: un’ampia zona quadrata, con grandi blocchi geometrici rosso, arancio e magenta si affianca a una piazza nera al centro della quale capeggia una grande fontana marocchina, per una partita a scacchi. In più, l’arredo urbano, è corrisposto da più di 100 oggetti provenienti da 60 culture; targhe di lavoro, scoli fognari israeliani, palme provenienti dalla Cina e insegne al neon da Qatar e Russia, ciascuno corredato da una piccola piastra che descrive ciò che è e la sua origine. «Piuttosto che un processo di sensibilizzazione del pubblico verso il minimo comune denominatore del verde o del politicamente corretto di idee preconcette, abbiamo proposto la partecipazione del pubblico come forza trainante del progetto, verso la massima libertà di espressione. Quando la nostra squadra è stata invitata a proporre un progetto in questo quartiere ci siamo resi conto che dovevamo fare molto di più che una progettazione urbana» ha dichiarato Big Architects.
I Superflex raccontano invece l’allestimento di Superkilen così: «Mentre i romantici giardini del XIX secolo hanno tentato di dare ai visitatori un’esperienza esotica del mondo, il parco di Copenhagen fa il contrario: piuttosto che perpetuare una percezione della Danimarca come una nazione mono-etnica, il parco ritrae un campione rappresentativo della diversità culturale contemporanea». 33mila metri quadrati, 11 milioni di dollari e nemmeno un edificio svettante, ma la percezione di essere davanti ad un nuovo modo di concepire lo spazio pubblico.

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