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Cosa raccontano le mani? Il workshop di Francesca Grilli con gli studenti dell’Accademia di Urbino

di - 10 Novembre 2017
Gli ultimi giorni di ottobre sono stati decisamente fuori dalla routine per gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, che ha ospitato l’ultimo appuntamento del progetto Arte, tra antropologia e orientamento sinestetico, attivato nel 2016 dal prof. di Arti Visive Massimo Vitangeli. Un ciclo di incontri e workshop, incentrato sui linguaggi performativi, che ha portato gli studenti a confrontarsi e a collaborare direttamente con artisti e curatori quali Eugenio Viola, Andrea Nacciarriti, Angel Moya Garcia e Filippo Berta. Questa volta, l’evento è stato particolarmente articolato: protagonisti l’artista Francesca Grilli e la Fondazione Ermanno Casoli, nata nel 2007 in memoria del fondatore di Elica, nota azienda multinazionale produttrice di cappe a uso domestico.
Si è partiti con una conferenza in cui il direttore artistico di FEC, Marcello Smarrelli, ha illustrato agli studenti l’attività e il metodo della Fondazione, la quale promuove l’ingresso dell’arte contemporanea nei contesti aziendali. Lo scopo di queste iniziative è suscitare dei processi virtuosi che stimolino il lavoro di squadra e la capacità di pensare in modi innovativi, invitando gli artisti a produrre opere per mezzo dell’interazione con i dipendenti.
Francesca Grilli, per l’occasione, ha proposto agli studenti dell’Accademia un workshop già sperimentato in ambito aziendale nel 2015, dal titolo Hand. Dopo un momento in cui l’artista ha presentato le linee della sua ricerca, si è entrati nel vivo del laboratorio e così i partecipanti sono stati sollecitati a impegnarsi in una pratica interpretativa tesa a esplorare i segni materiali della personalità. Come primo esercizio, hanno analizzato il contenuto dei loro portafogli, utilizzando questo espediente per raccontarsi. Poi, come da titolo, la lettura della mano: gli studenti ne hanno preso l’impronta e – grazie alla guida dell’esperto di chiromanzia Guido Rossetti – hanno confrontato le loro libere interpretazioni che, registrate su traccia audio, costituiranno la base di un’opera collettiva da installarsi nei locali dell’Accademia.
Le giornate si sono concluse con l’inaugurazione della videoinstallazione Faster than Light (2015), che l’Accademia di Belle Arti ospiterà fino al 30 novembre. La tematica dell’opera corrisponde a quella del workshop: Francesca Grilli vi mette a confronto un anziano pianista e un ragazzino che gli legge le mani. Nel video, in dettaglio, le mani dei due protagonisti che si toccano, si sfiorano, suonano insieme. Il ricordo dell’anziano s’incontra con il racconto immaginato dal giovane, così come s’intrecciano tatto e suono, pelle e voce, passato e futuro dei corpi. (Antonio Vannini)
In home e in alto: foto di Jacopo Nanni

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