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Cosa sognano gli animali? Siamo stati in Friuli Venezia Giulia, per la residenza di Rave East Village. Ecco il racconto

di - 5 Giugno 2017
A un passo dai luoghi che diedero i natali a Pier Paolo Pasolini, a sette anni dalla posa della prima pietra, Rave, il progetto di Isabella e Tiziana Pers con Giovanni Marta, è proseguito con una quattro giorni, dal primo al quattro giugno, all’insegna dell’arte “impegnata”.
Ma cos’è Rave? Rave è un programma di residenza, anzi, di resilienza – “l’immaginazione è resistenza”, il pensiero dominante emerso in questi giorni – che si svolge ogni estate in un cascinale rurale della campagna friulana. A cadenza annuale la residency ospita un artista affinché concepisca e realizzi un progetto volto a interagire con la specificità del luogo. Ecco perché Igor Grubic, l’artista nato a Zagabria nel 1969 e chiamato per questa settima edizione, da sempre interessato a cogliere certi aspetti meno evidenti e le ripercussioni psicologiche, sta lavorando a un video girato nell’ex macello di Gorizia, vicino al confine italiano. Il luogo, recentemente acquistato da un’azienda che produce cibi vegetariani e vegani, sta gradualmente trasfigurando lo spazio eliminando la precedente connotazione negativa.
Rave è l’unica realtà di questa tipologia che si occupi di sostenere, all’interno di un dibattito più autentico possibile, un’attitudine etica responsabile nei confronti dell’alterità animale o, più in generale, verso la necessità, quanto mai improrogabile oggi, di rivedere la prospettiva biocentrica. Questo fil rouge, già emerso nelle passate edizioni che hanno visto la partecipazione tra gli altri di Adrian Paci e Regina José Galindo, continua a pungolare artisti, curatori e partecipanti vari, spingendo ad accendere modalità di ripensamento del proprio ruolo di artista e essere umano. Non a caso, infatti, durante le quattro giornate ricche di eventi – dal dialogo alla galleria Trieste Contemporanea tra Grubic e Iara Boubnov, direttrice ICA, Sofia, al talk sulla spiaggia di Grado con Giuseppe Stampone moderato da Pietro Gaglianò, allo studio visit per conoscere il laboratorio creativo delle Pers, fino a fine dei lavori con una discussione moderata da Daniele Capra e con interventi tra gli altri di Mirta D’Argenzio (Art Basel), Maurizio Bortolotti (NABA Milano) Adriana Rispoli (Museo Madre, Napoli) – si è insistito sul ruolo dell’arte come veicolo di messaggi civili e politici, fuori dalle logiche di mercato o dall’idea romantica dell’arte, che è politica, azione civile, lotta. Si è discusso anche sulla responsabilità individuale e sull’esigenza di risemantizzare concetti artistici, ecologici, educativi obsoleti: «Non esistono osservatori innocenti. Ogni azione lascia una traccia anche l’assenza di essa».
Quattro giorni intensi, stimolanti, “produttivi” di riflessioni ma trascorsi in pieno spirito Rave o meglio secondo il corso naturale e mai accelerato della giornata. Il programma, scandito da break rigorosamente vegani, ha previsto incontri con una tipologia assolutamente originale, come quello che si è svolto al tramonto sulla spiaggia di Grado o il meeting all’ombra del gelso secolare. Atmosfere uniche, qualche sorriso e sensazioni impagabili che incoraggiano una riflessione spontanea, sono state la cornice ideale per condividere idee e pensare future azioni civili e responsabili che si prefiggano di stimolare una produzione artistica che vada in controtendenza coi tempi e proponga nuovi sistemi di valori nel pieno rispetto dell’ambiente. L’edizione appena conclusa ha rivolto una particolare attenzione al tema della libertà degli animali: “Do animals dream about freedom?” era l’oggetto di discussione e il nome del progetto personale ideato da Igor. Sono ospiti dello spazio e cuore stesso del progetto infatti un mulo, due cavalli, alcuni gatti, tutti salvati dalla violenza del sistema dell’industria alimentare o dalla malvagità intrinseca che sembra connotare la donna e l’uomo moderno, quando non ricorda più chi è. «Your body is a monument/an entire being of heritage/made of magic grains/chanting the old/into the new/ and the ever living», da Elephant Woman Song. poesia di Tiziana Pers e Natalia Molebatsi.
Il progetto di questo nutrito team di art-attivisti tornerà il prossimo anno a ospitare una nuova riflessione. Ma, da adesso all’anno che verrà, il mondo sarà il migliore dei mondi possibili pronto ad accogliere nuove proposte di cambiamento? Quali assilli tormenteranno le future riflessioni artistiche? Rave avrà mai un impatto talmente forte sulla realtà tale che gli stimoli e le novità che suscita prima o poi potranno influenzare le azioni delle maggiori industrie e multinazionali o anche solo degli individui più refrattari? Ne basta uno solo. Anche un solo individuo che inizi a spostare il baricentro del mondo, a partire da casa sua. Come hanno fatto Tiziana e Isabella. (Anna de Fazio Siciliano)

In alto: Adrian Paci, Inside the Circle, Rave 2012

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