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Cosa sognava Philip K. Dick? Il trailer della serie tv ispirata all’universo del grande scrittore

di - 21 Agosto 2017
C’è un po’ di Philip K. Dick in molta parte di ognuno di noi. Da Total Recall di Paul Verhoeven, che è riuscito nell’impresa di rendere funzionali alla trama anche le espressioni somatiche di Arnold Schwarzenegger, al magistrale Scanner Darkly, in cui un Richard Linklater in stato di creatività comatosa ha compendiato molti tratti dell’universo teorico e biografico dickiano, fino The Man in The High Castle, serie tv targata Amazon e dalle fortune alterne. Insomma, che ti piacciano gli effetti sonori delle scazzottate dei film d’azione oppure le intricate flessioni dell’esistenzialismo psichedelico, è impossibile non essere entrati in contatto con una percentuale visiva, pur minima, di memoria dickiana. E poi, affare meraviglioso per l’industria dell’entertainment, tutta la sua opera presenta i tratti del non finito, ogni sua narrazione, che sia breve o lunga, ambientata su un pianeta desertico extrasolare oppure in un presente ucronico, offre possibilità di sviluppo lasciate inespresse dall’autore, la cui pratica febbrile, continuamente distratta da qualcosa d’altro, è stata perfettamente sintetizzata negli iconici ritratti fumettistici di Robert Crumb. Manna dal cielo, dono di qualche entità sconosciuta (forse di VALIS?), che i meccanismi della serialità, costantemente alla ricerca di idee su cui imbastire un prodotto spettacolare, non possono che raccogliere con riverenza.
Per non parlare di Do Androids Dream of Electric Sheep?, forse il miglior titolo espresso della narrativa del Novecento per la quantità di concetti compendiati nel ritmo di sei parole, un’opera generalmente conosciuta come Blade Runner o Il cacciatore di androidi che Fanucci ha avuto il coraggio di riportare all’originale nella sua ultima ristampa, con Ma gli androidi sognano pecore elettriche?. E se proprio lo storico film di Ridley Scott tornerà nei cinema a breve, con un sequel già chiacchieratissimo, la suggestione del titolo è stata usata per identificare la prossima serie tv ispirata alle storie di Dick e ancora Amazon, che evidentemente crede molto nelle potenzialità dello scrittore e interpeta le classifiche di gradimento dei bestseller nelle sezioni libri e kindle store. Philip K Dick’s Electric Dreams sarà scandita da 10 episodi, che verranno trasmessi sulla piattaforma Prime e ognuno sarà autoconclusivo, à la Black Mirror, o Twilight Zone per i più nostalgici. La serie è prodotta da Bryan Cranston, il Walter White di Breaking Bad, e Ronald D. Moore, che sempre i nostalgici ricorderanno come il deus ex machina del Battlestar Galactica dei primi anni 2000 oltre che, purtroppo, dello spin-off Caprica.
Interpretando il titolo, protagonista onnisciente dovrebbe essere il punto di vista di Dick, già di per sé “narrativo”: «Molti sostengono di ricordare una vita passata, ma io sostengo di ricordare un’altra, diversissima, vita presente», scriveva nel 1977. Bisogna dire che la sua biografia è stata romanzata in diverse occasioni, dall’acclamatissimo Io sono vivo. Voi siete morti, di Emmanuel Carrère, a Californium, videogioco di esplorazione in cui si interpreta il ruolo di uno scrittore di Berkeley, alter ego di Dick. Insomma, la posta in palio è alta e il primo trailer ufficiale appena pubblicato aggiunge altri nomi di rilievo, da uno Steve Buscemi che sembra promettere tratti molto dickiani, a un Timothy Spall dalle rughe sempre più preoccupate. Per esorcizzare l’aspettativa, stanno fioccando a migliaia i commenti sui pochi secondi del trailer. Sicuramente l’accento sarà posto sul grottesco, sul colpo di scena, sul cambio di azione, strumenti che per lo scrittore erano funzionali e che rappresentano gli appigli perfetti per il ritmo della serie tv. Qualcuno più pessimista ha fatto notare una certa approssimazione nella scenografia, una povertà nelle ambientazioni. Per il momento, possiamo solo sognare. (MFS)

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