Storici dell’arte e restauratori, archeologi, archivisti, bibliotecari, architetti, antropologi. E poi biologi, chimici, fisici, geologi, ingegneri, fotografi, amministrativi, informatici e statistici. Con loro ci sono i Vigili del fuoco, i Carabinieri, i volontari della Protezione Civile e i militari dell’Esercito. È un lavoro complesso, fatto di coordinazione tra i saperi e le competenze, quello che inizia subito dopo la catastrofe del terremoto e che il MIBACT ha voluto raccontare con la campagna social avviata sul profilo instagram di @museitaliani. Una galleria inedita di fotografie, per superare la tragedia e mostrare la passione nel proprio lavoro che, soprattutto in casi del genere, diventa veramente pubblico.
«Grazie al lavoro di queste professionalità, dal 24 agosto 2016 sono stati messi in sicurezza quasi 1000 beni immobili e sono stati recuperati 17mila beni storico artistici e archeologici, 9.500 libri e più di 4.500 metri lineari di archivi. Grazie a tutti coloro che quotidianamente si impegnano con professionalità e passione nel recupero della memoria del cuore dell’Italia», è scritto nel post che accompagna le fotografie delle mani di quanti sono chiamati all’opera, come il personale dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, dell’Opificio delle Pietre Dure, dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario e del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. La campagna fotografica è stata pensata per ricordare l’anniversario del terremoto che colpì le regioni del centro Italia, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, ma acquista un significato più profondo, all’indomani del recentissimo sisma che ha provocato due vittime a Ischia.
In home: fotografie dal profilo di @museitaliani
In alto: Basilica di San Francesco, Amatrice, Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale