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Da Alessandro Volta a Damien Hirst, in un libro sull’elettricità. Ce lo raccontano gli autori

di - 18 Ottobre 2018
Cosa c’entra Damien Hirst con Alessandro Volta? Ce lo spiega il volume fresco di stampa “Elettricità. Dalla storia della tecnica alla storia dell’arte”, che rilegge le ricche collezioni del Museo della Tecnica Elettrica dell’Università di Pavia, diretto da Michela Magliacani, attraverso il rapporto tra la storia dell’elettricità e quella dell’arte, come raccontato da Antonio Savini, fondatore ed ex-direttore del museo, e da Alberto Mugnaini, storico dell’arte. Abbiamo chiesto agli autori di spiegarci la prospettiva che unisce uno specifico tassello della storia della tecnica alle arti visive.
«Questo libro, che nasce in occasione del decimo anniversario della fondazione del Museo della Tecnica Elettrica di Pavia – ci ha detto Mugnaini – intende offrire un panorama dei rapporti che collegano le scoperte e le invenzioni nel campo dell’elettricità al costume, alla letteratura e alle arti, dalla metà del Settecento ai nostri giorni. Rivedere oggi dal punto di vista della nostra contemporaneità artistica gli eventi che accompagnarono i progressi dell’elettricità significa rileggerli in una chiave inedita: in queste manifestazioni, che erano tanto esperimenti scientifici quanto eventi spettacolari, oggi diremmo “sensazionalistici”, diretti a tutte le fasce sociali del pubblico, possiamo vedere un’anticipazione, sia pure inconsapevole, di molti dei fenomeni performativi dell’arte degli ultimi decenni, dalla Body Art a Damien Hirst.
Se infatti bisogna aspettare gli anni Venti per avere opere d’arte che utilizzino consapevolmente l’elettricità per ottenere effetti non simulati di luce e di movimento, arretrando nel tempo ci imbattiamo in eventi oggi del tutto rimossi dalla nostra cultura artistica e dalla nostra memoria storica: corpi umani emananti aureole di luce e cadaveri galvanizzati, tempeste di fulmini che si abbattevano su villaggi in miniatura ed atroci esperimenti di electrocution. La testimonianza di quante affinità possano collegare i reperti di una collezione scientifica ai lavori presenti nei musei e nelle gallerie d’arte ci è poi offerta da una sezione del libro in cui viene esaminata una campionatura di opere di artisti contemporanei che usano l’elettricità non in modo strumentale ma assumendola come principio fondante della propria ricerca».
Le raccolte del museo, dedicato ad Alessandro Volta, contano migliaia di pezzi che spaziano dalla fine del Settecento a oggi, grazie a tre principali collezioni, Enel, Sirti e universitaria, e ripercorrono la storia delle scoperte scientifiche relative all’elettricità, l’evoluzione dei metodi per impiegarle e la loro influenza sulla vita delle persone, dalla prima pila al telegrafo, dagli smartphone alle auto elettriche.
«L’elettricità – ci ha spiegato Savini – è una realtà invisibile, rimasta sconosciuta fino a pochi secoli fa e oggi sempre più indispensabile per il vivere quotidiano. Essa pervade ogni aspetto dell’attività umana, non escluso quello artistico. L’arte contemporanea infatti si serve largamente di tecnologie elettriche e, d’altra parte, l’elettricità stessa è fonte di ispirazione artistica.
Questa osservazione ha guidato le riflessioni degli autori della pubblicazione che, pur appartenendo ma mondi distinti, quello della tecnica e quello dell’arte, non hanno provato paura nel fare incursioni nel mondo reciproco, ma hanno avuto la curiosità di scoprire inedite consonanze e originali contaminazioni tra tecnica ed arte. Il Museo della Tecnica Elettrica dell’Università di Pavia è una straordinaria galleria di artefatti elettrici sviluppati negli ultimi due secoli. La visita del Museo, che ha appena compiuto dieci anni, è perciò un’occasione preziosa non solo per provare meraviglia di fronte ai risultati delle imprese scientifico-tecnologiche, ma anche per riflettere sulle ripercussioni che l’elettricità ha avuto nel campo del costume sociale, della cultura e dell’arte negli ultimi due secoli. La prova di dialogo, avviata dal Museo, tra arte, scienza e tecnologia ha già dato risultati fecondi anche grazie alla collaborazione con l’Accademia di Brera».
Il volume, edito da Silvana Editore, sarà presentato oggi a Milano, alle 18, alla Casa dell’Energia e dell’Ambiente. (Silvia Conta)
In home: Philippe Parreno, Hypothesis, 2016, veduta dell’installazione all’Hangar Bicocca, Milano. Courtesy Hangar Bicocca. Foto Andrea Rossetti
In alto: Nikola Tesla nel suo laboratorio di Colorado Springs in una foto di Dickinson V. Alley, dicembre 1899

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