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Da Edipo a Pina Bausch, tra mostre e spettacoli. Apre il sipario del Napoli Teatro Festival 2019

di - 6 Giugno 2019
Multidisciplinare, trasversale, organico, diffuso, appassionato e non convenzionale. È il grande palcoscenico di NTF-Napoli Teatro Festival, la rassegna diretta da da Ruggero Cappuccio e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, con il supporto della Regione Campania, che tornerà ad animare la città partenopea dall’8 al 14 luglio 2019. Per questa dodicesima edizione, la terza a firma di Cappuccio, è stata riposta grande attenzioni alle scritture contemporanee, non solo quelle drammaturgiche ma anche agli altri linguaggi, dall’arte alla musica, dalla danza al cinema, con laboratori, progetti, mostre, presentazioni e, ovviamente, un ricchissimo calendario di spettacoli. Non a caso, si rinnova la collaborazione con Mimmo Paladino, che ha creato la nuova immagine del Festival, in linea con l’identità della programmazione 2019.
Oltre 800 gli artisti coinvolti e circa 150 gli eventi, per 37 giorni e 40 luoghi, tra Napoli e altri Comuni della Campania. 12 le sezioni, Italiana, Internazionale, Danza, Osservatorio, SportOpera, Musica, Letteratura, Cinema, Mostre, Laboratori, Progetti Speciali e, da quest’anno, Teatro Ragazzi. Particolarmente significativi, in questa dodicesima edizione, sono i temi della multiculturalità, della pluridentità e dell’apertura ai flussi culturali del mondo contemporaneo, sottolineati anche dalla rete creata con altri Festival internazionali, come, tra gli altri, Shubbak festival di Londra e Weimar art festival.
A proposito di collaborazioni, NTF e la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee presenteranno, il prossimo autunno, al Madre, un progetto dedicato a Pina Bausch, con un’ouverture già nel corso del Festival, a giugno, con Moving with Pina, una conferenza danzata di Cristiana Morganti, storica interprete del Tanztheater di Wuppertal, e con il laboratorio La spontaneità del movimento, a cura di Kenji Takagi, anch’egli membro del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.
L’edizione di quest’anno non poteva che essere dedicata a Eimuntas Nekrošius, grande regista lituano scomparso a novembre 2018 e particolarmente apprezzato in Italia, grazie alle tante collaborazioni con la Biennale di Venezia e proprio con il Napoli Teatro Festival in particolare. Al teatro Politeama, durante la giornata inaugurale, alle 21, andrà in scena Zinc (Zn), allestimento di Nekrošius ispirato ai romanzi del premio Nobel per la letteratura Svetlana Aleksievič. Alle 17 dello stesso giorno, sarà inaugurata la mostra “Il Meno Fortas di Eimuntas Nekrosius”, a cura di Marius Nekrosius e Nadežda Gultiajeva, dove saranno esposti bozzetti, appunti e oggetti di scena dei suoi spettacoli.
Tanti gli spettacoli da segnare in agenda. L’artista canadese Robert Lepage porta in Italia, in prima nazionale, Kanata – Épisode I – La controverse (28, 29 e 30 giugno – Teatro Politeama) con gli attori del Théâtre du Soleil di Ariane Mnouchkine. Dedicato alle nuove visioni della scena artistica post-migratoria, è Cronache di una città senza nome, di Wael Kadour (20 e 21 giugno – Galleria Toledo), drammaturgo e regista siriano, oggi rifugiato in Francia. Tra le prime italiane, Roberto Latini con In exitu, dall’omonimo romanzo di Giovanni Testori. Marco Baliani sarà in scena con Una notte sbagliata, per la regia di Maria Maglietta, in cui sperimenta un’altra tappa di quello che definisce il teatro di post-narrazione (22 e 23 giugno – Teatro Nuovo Napoli). E ancora, lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni è autore di un’inedita commedia in due atti, diretta da Alessandro Gassmann, dal titolo Il Silenzio grande (9 e 10 giugno – Teatro Trianon Viviani). Al NTFI anche il grande capolavoro di Brecht, Madre Courage e i suoi figli, che presenta i celebri songs del drammaturgo tedesco e la musica di Paul Dessau, con la drammaturgia musicale e la regia di Paolo Coletta (14 e 15 giugno – Teatro Nuovo Napoli).
Per i progetti speciali, da non perdere Pompeii Theatrum Mundi, organizzato dal Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, diretto da Luca De Fusco, che dal 20 giugno al 13 luglio sarà ospitato nella scenografia naturale del Teatro Grande di Pompei, con Edipo a Colono, Il Paradiso perduto. Leela, Satyricon e La tempesta. Se ne vedranno delle belle anche per Par les Temps qui courent…, spettacolo della Compagnia Carabosse, che realizzerà uno spettacolo di circo, giocoleria, clownerie per trasformare il giardino della Reggia di Carditello in un paesaggio da fiaba (21 e 22 giugno – Real Sito di Carditello).
Ma il Festival dedicherà un’ampia sezione alle mostre, con epicentro a Palazzo Fondi che, oltre a ospitare la mostra di Nekrošius, sarà sede anche dell’installazione interattiva Dans un jardin je suis rentrée, realizzata della scenografa Bissane Al Charif insieme all’attrice e regista libanese Chrystèle Khodr e al regista siriano Waël Ali. Ancora a Palazzo Fondi, l’esposizione del lavoro del giornalista siciliano Mario Francese, assassinato nel 1979 dopo una giornata trascorsa al Giornale di Sicilia, “Lacci gassosi, ordito del cielo”, a cura di Giuseppe Cerrone, un’antologia poetica sul teatro e il cinema del Novecento, e “Raffaello Eroico Quel che è stato, è, sarà”, a cura di Maria Savarese. Il 12 giugno, presso Made in Cloister, sarà inaugurata “Art Kane. Visionary”, a cura di Jonathan Kane e Guido Harari, una retrospettiva completa dedicata al maestro della fotografia, a 20 anni dalla sua morte.
Al Museo delle Arti Sanitarie, il 15 giugno, sarà inaugurata la mostra “Adda passà a nuttata – Negli Incurabili la vera storia degli antibiotici”, un percorso espositivo curato da Carmen Caccioppoli e dedicato alle ricerche sperimentali sugli antibiotici compiute da Vincenzo Tiberio. Fino al 12 luglio, inoltre, Al Blu di Prussia sarà in esposizione “Dietro le quinte – Federico Fellini negli scatti di Patrizia Mannajuolo”, a cura di Valentina Rippa, omaggio al grande regista riminese in occasione dei 25 anni dalla scomparsa.
Per tutte le informazioni sul programma e gli aggiornamenti potete dare un’occhiata qui.
In home: Bozzetti, Il Meno Fortas di Eimuntas Nekrosius, foto di Marius Nekrosius
In alto: Art Kane, The Who, Life, 1968

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