Se per effetto inverso, la varietà composita di eventi poteva generare il sospetto di un’insufficiente corrispondenza e coerenza rispetto al titolo della manifestazione nel suo insieme, a stabilire un equilibrio certo sono le tre giornate conclusive di
Florence 2010: è in questa fase finale che ha infatti svolgimento il
Forum Internazionale dei Beni Culturali ed Ambientali. Risultato di un anno di lavoro, l’evento si propone un obiettivo preciso, cioè la sistemazione teorica del rapporto tra economia, sviluppo e cultura, poiché se ciò che è stato fin qui presentato ha avuto la funzione di dimostrare in modo occasionale la possibile sinergia tra i tre elementi, ora è necessario delineare propositi e direzioni inequivocabili per il futuro.
I temi affrontati sono davvero numerosi, e spaziano dalla ri-considerazione di Firenze come città d’arte alla valorizzazione del patrimonio culturale quale motore per la crescita, dall’impiego consapevole delle tecnologie al ruolo dei mestieri d’arte, dal rapporto tra settore pubblico e privato all’importanza dei paesi emergenti. In tutto intervengono più di 70 tra esperti, professionisti, imprenditori e rappresentanti istituzionali, complesso “umano” proveniente da circa 20 paesi.
Tra i relatori
Vittorio Sgarbi,
Jean-Paul Fitoussi (presidente Observatoire Français des conjonctures économiques),
Mario Resca (direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale),
Marc Olivier Wahler (direttore museo Palais de Tokyo, Parigi),
Thomas M. Menino (sindaco di Boston),
Sh. Mai Al-Khalifa (ministro della cultura, Bahrain),
Zahi Hawass (segretario generale del consiglio supremo delle antichità egizie),
Edward Dolman (amministratore delegato Christie’s),
Martin Bethenaud (direttore Palazzo Grassi e Punta delle Dogana, Venezia). (
matteo innocenti)