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Da Florens 2010: le valutazioni finali? Finalmente Firenze ha fatto sistema

di - 21 Novembre 2010

Con la terza e ultima fase del Forum Internazionale dei Beni Culturali, il convegno Comunicare con il Contemporaneo e un’apertura serale straordinaria delle principali sedi espositive cittadine, si conclude la prima edizione Florens 2010. I dati ufficiali riportano la cifra di 15mila presenze totali, divise tra workshop, lectio, mostre, convegni ed incontri di vario genere; bisogna però considerare che, data la natura di alcuni eventi, un calcolo esatto e definitivo della partecipazione risulta impossibile. Aldilà dei numeri, si possono comunque trarre delle valutazioni specifiche.
Prima di tutto conviene precisare che il programma, ricco oltre misura, non comprendeva soltanto iniziative nuove; varie realtà già esistenti e definite sono state “aggregate” alla manifestazione attraverso un rapporto di partnership (visivamente tradotto con l’inclusione del logo Florens 2010). Sottolineare tale dinamica non significa sminuire il valore della proposta, ma dare importanza a un aspetto che altrimenti potrebbe sfuggire, ovvero la sinergia funzionale tra aziende, istituzioni, associazioni e persone diverse, nel rispetto di quella continuità tra economia e cultura che è fondamento dell’intero progetto. Dunque Firenze ha saputo, nel caso presente, “fare sistema” – sebbene ci saranno gradi di soddisfazione differenti tra gli interlocutori, in base al ruolo assegnato.
Più difficile e stabilire se e quanto il pubblico abbia distinto tra singolarità dell’occasione e sostanza delle motivazioni. Una scelta gradevole come l’installazione di un prato in piazza del Duomo, ed è solo un esempio, risulta positiva nel momento in cui innesca una riflessione più ampia, inerente sia l’opportunità di vivere in maniera attiva la città, sia l’esigenza di una presa di coscienza sul patrimonio culturale italiano. Naturalmente tale passaggio non può avvenire per volontà istituzionale, dipendendo dalla disponibilità e curiosità intellettuale della società civile.
Nel rapporto finale di Florens 2010 sono state delineate alcune linee da sviluppare e attuare nell’immediato futuro, per esempio: maggiori investimenti nel settore culturale – le ultime analisi dimostrano che 100 euro di incremento nel PIL culturale si traducono in un’attivazione di 249 euro nel sistema economico generale -, evoluzione tecnologica, semplificazione normativa, sostegno alla collaborazione tra pubblico e privato, specializzazione di Firenze nell’ambito del management culturale.
Sono tutte intenzioni nobili e ampiamente condivisibili, purtroppo la disillusione generalizzata dovuta a decenni di promesse politiche mai mantenute, e le incertezze del momento presente, potrebbero inficiarne la portata fino a ridurle ad un’ennesima banalità: il modo per evitarlo, l’unico vero e convincente, è passare dal discorso alla pratica. Se parteciperemo ad un’edizione Florence 2012 sviluppata in modo concreto sulle intenzioni appena dichiarate, e con alcuni degli obiettivi raggiunti, potremo considerare i trascorsi nove giorni di fermento creativo, davvero un buon inizio. (matteo innocenti)

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  • l'ultimo arrivato (o forse è già il penultimo) fra i luoghi comuni del linguaggio, che si ripetono su mille bocche in modo esponenziale è l'espressione "fare sistema".
    non vuol dire niente, però dirlo e scriverlo sembra che faccia figo, tanto non costa niente, e poi, a espressione insignificante segue espressione insignificante, ad libitum..

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