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ahahahahah!!!caduta di ideali!!!
che ridere questa affermazione, quando è un secolo che i curatori tolgono ogni spinta emotiva verso la ricerca della bellezza e della vera arte, per promuovere piccole scimmiette addestrate con un indirizzo esterofilo a fare cose brutte così loro possono abbinarci uno scritto psicocritico per far sembrare tutti scemi!
E i giovani a bersele le stupidate di tutti questi professoroni!
è come il rapporto tra genitori e figli, se l'arte è malata è perchè non ha avuto dei buoni genitori, troppo facile adesso dare la colpa alla società!
comunque gli artisti buoni e motivati ci sono, non appaiono nei musei e sui giornali, ma sono nelle case dei grandi collezionisti e della gente!
sono i critici in crisi, non l'arte!
caro NIK.. PAROLE SACROSANTE LE TUE...
Oggi, l'arte non ha bisogno di teorici di critici, di oracoli che attribuiscono, arbitrariamente valore alla cultura e all'arte; perchè il valore della cultura, che poi genera le opere d'arte è finito irrimediabilmente da un tempo tra le fauci fameliche della finanza monetaria e tra l'esofago incontenibile delle migliaie di fiere/ supermarket che si svolgono continuamente, in ogni angolo del mondo omologato, dove troviamon una galassia di oggetti ingombranti che qualcuno si ostina a decretare come arte di grande valore. Mentre è completamente assente un'arte che sia in grado di cambiare i codici comunicativi di una cultura oramai alla frutta. A partire dall'inizio del secolo scorso, l'arte ha perso la sua natura rivoluzionaria, progettuale, ideale e alternativa, per diventare quella che è oggi: la rappresentazione mortificatoria e becera della nostra società consumistica, a cui è saldamente legata. Rimango allibito, quando si parla di un'arte che trasmette "energia e vitalità". Mi chiedo a chi? E se le idee dell'arte possano ancora suscitare entusiasmo interesse nel singolo e nella collettività.
Savino Marseglia
Spirito dell'arte indipendente