È ufficiale la nomina di Vincenzo Trione alla presidenza della Triennale Milano: lo storico dell’arte e docente universitario succede a…
Un piccolo inferno anonimo, popolato di demoni e creature fantastiche, ha mandato in cortocircuito le previsioni degli esperti. Infiammando i…
Fino al 15 settembre prende forma una mostra esperienziale concepita come ambiente immersivo, in cui la natura si manifesta nella…
Italian Female Filmmakers in the Sixties and Seventies: un nuovo volume ricostruisce opere e percorsi delle registe attive in Italia…
La donazione al Polo Biblio-Museale di Lecce di una parte dell’archivio dell’artista belga condannato per violenza non è stata accolta…
Nasce la Hamburg Art Week, che a settembre 2026 trasformerà la città portuale tedesca in una vetrina internazionale per i…
Visualizza commenti
paracul art fair
L'ennesimo tentativo di riscaldare una minestra. Tentativo sicuramente curioso e aprezzabile. Il punto però si gioca altrove, il punto è sulla reale novità dei contenuti proposti. E da questo punto di vista mi sembra che gli artisti siano come tigri che si dimenano e si contorcono all'interno di gabbie sempre più piccole ed anguste. La critica di "ikea evoluta" non è da sottovalutare. Perchè se il giochino è prendere uno standard e poi esorbitarlo in un senso o nell'altro, siamo messi male. Poi diventa molto facile unire a questo standard evoluto una citazione colta. Alle nostre spalle abbiamo secoli intrisi e pieni di citazioni. Spesso sembra che il gioco sia chi pesca la citazione migliore. Per questo che parlo di burocrazia della creatività.
Questa crisi di contenuti si riverbera nel fatto che (per molti) il valore dei giovani artisti si misura secondo il numero di residenze all'estero, piuttoto che su altri dati marginali. Non si riesce mai ad afferrare il contenuto delle cose.Le urgenze reali.
Tutto questo è destinato a illudere e deludere (a patto che non ci sia la nonni genitori foundation che assicura vitto e alloggio). Ma anche l'attività di questa emerita fondazione (fondata inconsapevolmente negli anni 60) è destinata ad essere una fregatura. Perchè rende molli, e permette al giovane di sedersi sugli allori.
Quindi non c'è scampo se non al di fuori di una certa professionalizzazione burocrate. Il punto è su una riflessione lucida e divergente rispetto linguaggio, ruolo e format.
Grande analisi..perfetta
La mission della fiera dice che sono le stesse gallerie partecipanti a invitare colleghi a partecipare, presumo che Zani si senta così superiore a qualsiasi collega connazionale da non aver invitato nessuno...in compenso Indipendent ha ben 2 sponsor nell'editoria italiana, Flash Art e Mousse, nessun altro straniero...i soliti servi...
Ma sì gli italiani più "attenticool" vivono uno stato di profonda soggezione. Preferiscono il silenzio e il continuo basso profilo così da non sbagliare mai. Spesso questo atteggiamento nasconde solo un vuoto più o meno mediocre. Questo stato di cose, questo snobbismo strisciante fa il male del sistema italia. Nel senso che ci troviamo sempre a seguire vaghi standard internazionali nel pericolo di essere tacciati come i "soliti" italiani tutti "bar sport e cattelan". Forse bisognerebbe smetterla, e partecipare. Buttare giù le carte. Ma nessuno lo farà. Solo forse questa crisi ha fatto scricchiolare qualche certezza. E anche zero ne esce molto ridimensionata. Insomma quali sono i contenuti? Se su questo fronte hanno problemi tutti, figuriamoci l'italia che tende a ripercorrere (con uno scarto di ritardo) quello che avviene all'estero.
L'ennesimo tentativo di diventare artista, di ris-caldare la minestra. Tentativo sicuramente curioso e aprezzabile. Il punto però si gioca altrove, il punto è sulla reale novità dei contenuti proposti. E da questo punto di vista mi sembra che gli artisti siano geni a cui io mi ispiro cercando un giorno di diventarlo . La critica di "ikea evoluta" non è da sottovalutare. Perchè se il giochino è prendere uno standard e poi esorbitarlo in un senso o nell'altro, perchè io non c'è la faccio ?. Poi diventa molto facile unire a questo standard evoluto una citazione colta. Alle nostre spalle abbiamo secoli intrisi e pieni di citazioni. Spesso sembra che il gioco sia chi pesca la citazione migliore. Per questo che parlo di burocrazia della creatività.
Questa crisi di contenuti si riverbera nel fatto che (per molti) il valore dei giovani artisti si misura secondo il numero di residenze all'estero, piuttoto che su altri dati marginali. Non si riesce mai ad afferrare il contenuto delle cose.Le urgenze reali.
Tutto questo è destinato a illudere e deludere Me (speriamo checi sia i miei nonni genitori foundation che mi assicurano vitto e alloggio). Ma anche l'attività di questa emerita fondazione (fondata inconsapevolmente negli anni 60) è destinata ad essere una fregatura. Perchè rende molli, e permette al giovane di sedersi sugli allori.
Quindi non c'è scampo se non al di fuori di una certa professionalizzazione burocrate. Il punto è su una riflessione lucida e divergente rispetto linguaggio, ruolo e format.
Quanta ignoranza, ma di cosa state parlando?
forse è l'invidia che vi spinge a commentare