Quarantacinquenne nato negli Usa e professore di storia dell’arte alla Sorbonne, Éric de Chassey è stato da qualche settimana nominato da Nicolas Sarkozy direttore della romana Villa Medici, la più importante istituzione culturale francese fuori dai confini dell’Hexagone.
In occasione dell’opening della mostra di
Gérard Garouste, de Chassey ha anticipato qualcosa sulle linee guida del suo incarico. Una impostazione che – dopo l’era Peduzzi più orientata al Teatro, e l’era Mitterand più orientata alla tv – riporterà la Villà a focalizzare maggiormente l’arte, come ai tempi di Bruno Racine, quando Villa Medici era di fatto un vero e proprio centro d’arte contemporanea, l’unico di Roma all’epoca.
Non solo contemporanea sarà l’arte che ha in mente di presentare il nuovo direttore, nell’ambito di una programmazione che punta ad ibridare le discipline tra loro. Dopo la personale di
Beatrice Caracciolo (un’eredità dell’ex direttore Frederic Mitterrand), una serie di personali in contemporanea con – tra gli altri –
Adel Abdessemed ed
Ellen Gallagher nella primavera del 2010. Per l’estate mostra-confronto tra
Pierre Soulages e
Lucio Fontana. A seguire – siamo nell’autunno del 2010 – un’esposizione che analizza la matericità del lavoro di alcuni artisti tra cui
Gabriel Orozco e il giovane toscano
Emanuele Becheri.
Fuochi d’artificio in cima al Pincio anche nel 2011, con una grande mostra consacrata a
Nicolas Poussin e una collettiva (forse
Europunk sarà il titolo) che ripercorrerà l’influenza della corrente punk nella ricerca creativa degli artisti. Qualche nome rubato anche a questo evento? Tra gli altri
Steven Parreno e
Claude Leveque.