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Da Roma: il certamen del goloso. Macro batte Maxxi tre a zero

di - 30 Maggio 2010
Lasciamo ad altri le riflessioni su mostre e architetture e concentriamoci sull’aspetto mangereccio della cosa. Che in tour-de-force come quelli che hanno attraversato le giornale dell’Art Week romana non è roba da poco. Innanzitutto la fiera. L’esperimento delle guest-chef (tutte donne, tra di loro le grandissime Nadia Moroni, Cristina Bowerman e Aurora Mazzucchelli) ha funzionato fino ad un certo punto. Suggestivo e bene allestito il ristorante di lusso nei recinti dove un tempo c’erano vitelli pronti per la macellazione, ma qualche intoppo sui tempi e le prenotazioni. Gli organizzatori hanno dovuto provare sulla loro pelle il pressappochismo medio del pubblico romano che, è cosa normale, prenota e poi non arriva. O arriva con quell’oretta e mezzo di ritardo d’ordinanza. Benone l’altro ristorante di The Road To Contemporary Art, curato da un catering di Firenze e impostato da Arabeschi di Latte: ottimo cibo a prezzi da centro sociale.
Ottimo, davvero, anche il cibo che il Macro ha offerto, in terrazza, ai suoi ospiti durante il brunch, i cocktail e le varie inaugurazioni. Riuscito l’allestimento elegante e un filo hi-tech del caterer ArchiFood. Davvero un abisso di qualità rispetto a quanto offerto invece – affidandosi in questo caso al catering Palombini – dal Maxxi che sia durante la conferenza stampa di giovedì che in occasione della maxxi-festa di venerdì (ma lì si poteva ben essere scusati dalla soverchiante quantità di convitati) ha proposto banalità da buffet ordinario.
Il Maxxi peraltro sta per assegnare il servizio di gestione del suo ristorante. E, a quanto risulta ad Exibart, in gara vi sono anche ristoratori di elevato livello e capacità. Speriamo che al museo di Via Guido Reni si rendano conto di quanto è strategico, ormai, questo asset per uno spazio d’arte contemporanea. E speriamo che la forma della Fondazione (da tutti noi sempre auspicata come strumento agile e libero per gestire un museo) consenta a chi la gestisce la dovuta autonomia rispetto alle ben note pressioni romane che ‘sponsorizzano’ questo o quell’operatore badando molto agli equilibri politici e molto poco alla qualità dell’offerta gastronomica…

[exibart]

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  • vorrei aggiungere lo scandalo della quantità di plastica usa e getta del catering 'finger food' del MAXXI

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