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Da Venezia: città densa contro città diffusa. Francia vs. Singapore per due padiglioni da non perdere

di - 30 Agosto 2010

È un tema dibattuto da sempre, ma che in questi ultimi anni di crisi economica e di contenimento dei costi e degli investimenti torna di gran moda: la dialettica tra città diffusa e città densificata. Tra l’infinità dei quartieri satellite e dei chilometri di villette a schiera modello Los Angeles e la concentrazione in verticale, modello New York.
Tra l’intervenire consumando suolo in larghezza o consumando panorama in altezza. Il tema ha percorso anche la Biennale di Architettura ed è comparso in diversi padiglioni. Con due focus principali in due padiglioni che invitiamo tutti a visitare. Il primo è quello francese, ai Giardini, dove il curatore – l’archistar Dominique Perrault – ha imbastito un discorso che considera la Francia come una grande città diffusa e focalizza l’attenzione sui suoi principali “quartieri” (Parigi, Lione, Marsiglia, Bordeaux, Nantes…). Il secondo è quello di Singapore, ben congegnato, dove la proposta è di quelle shock: a Singapore siamo in 6 milioni e mezzo, un millesimo della popolazione mondiale, dunque facciamo 1000 città sul modello della nostra e daremo una casa a tutto il mondo – dicono i curatori del progetto – consumando però (semplicemente moltiplicando per mille la superficie che oggi occupa Singapore) soltanto lo 0,5 della superficie del pianeta lasciando libero tutto il resto.
Quale sia la strada migliore è difficile dire. Facile affermare che la soluzione per uno sviluppo sostenibile e responsabile sta nel mezzo. No ai troppi grattacieli sul modello asiatico, ma no pure al consumo indiscriminato (e sovente abusivo) del territorio per la paura – o l’incapacità progettuale, visto che comunque le case le debbono costruire laidi palazzinari – di costruire in altezza. Insomma, no anche al modello italiano…

[exibart]

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    Ermenegildo Galfo;nickname: ekphrasis; siciliano.

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