A due passi dall’elegante quartiere di Kensington, l’ottocentesca sede londinese di Olympia Exhibition Centre riapre i battenti dopo un periodo di ristrutturazione per trasformarsi nel territorio di caccia prediletto di mercanti, collezionisti e semplici amanti dell’antiquariato e delle arti decorative in genere. Una caccia al tesoro in piena regola, quella offerta dalla
London International Fine Art Fair, che giunge alla sua trentasettesima edizione.
Perché tra i tesori in mostra negli oltre quattrocento stands che punteggiano l’immenso spazio vittoriano di West Kensington ci sono dipinti, disegni, sculture, mobili stile impero e di design, vasi Art Nouveau e Art Deco di
Émile Gallé,
Koloman Moser e
René Lalique, gioielli di
Man Ray, argenti, ceramiche, tessuti, libri antichi e moderni, e persino il teschio di un Tirannosauro risalente a 65 milioni di anni fa, non a caso l’oggetto più antico dell’esposizione. Un’eclettica varietà di opere in vendita a prezzi che vanno da un minimo poche centinaia di sterline ad un massimo di svariati milioni.
Molti i nomi di rilievo: dal maestro quattrocentesco
Neri di Bicci, a
Constable e
Turner, da
Matisse a
Picasso, da
Roy Lichtenstein a
Peter Doig e
Julian Schnabel per citarne alcuni.
Al piano superiore, nell’Orangery,
Modern British Masters: Pictures from the Bryan Ferry Collection è una mostra nella mostra, un’eccezionale gruppo di quindici opere di maestri inglesi del XX secolo del calibro di
Augustus John, Duncan Grant, Vanessa Bell e
Walter Sickert provenienti dalla collezione privata del dandy della musica inglese. (
paola cacciari)
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