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Dalle 20 di stasera i cattolici hanno un tempo “papa free”? Alla stessa ora Miltos Manetas lancia il progetto “Nuovo Medio-Sud” sul tetto del MACRO. Per liberare il nostro tempo

di - 28 Febbraio 2013
«Un’improvvisata, per non restare immobili, ma per fare qualcosa di buono». Inizia così Miltos Manetas nel raccontare il progetto, che stasera porterà sul tetto dell’Auditorium del MACRO di Roma, “Nuovo Medio-Sud”. Di cosa si tratta? Nulla di intrinsecamente politico, ma un’azione che permetta di guardare con un po’ di lucidità ai problemi della penisola italica, anche all’indomani delle complicate elezioni, ma non solo.
«L’Italia, come la Grecia e la Spagna, ma anche come il Sud della Francia e i Paesi del Nord Africa, è una zona che guarda al Nord come modello, ma ha nel sangue anche il Sud e tutte le sue caratteristiche. È esattamente una condizione di mezzo: non potrà mai avere un’identità da profondo Nord, ma nemmeno da profondo Sud», spiega Manetas. Che ha preso al volo l’occasione delle dimissioni del Pontefice per invitare al MACRO una serie di amici, intellettuali di varia natura, per salutare quello che è, e sarà, un nuovo ordine delle cose, una nuova situazione che, nel bene o nel male, accompagnerà la penisola per il prossimo futuro.
«Il “Nuovo Medio Sud” (New Middle South) viene presentato stasera alle 20 perché è un’occasione unica che viene offerta a tutti noi, consegnata da Joseph Aloisius Ratzinger, che alla stessa ora abdicherà al pontificato per tornare a pregare per la sua Chiesa, facendoci rimanere [per i Cristiani, osservatori del calendario gregoriano n.d.r.] per un breve periodo “Papa-free”: privi della guida del simbolo del potere spirituale. Una grande e immensa ricchezza per il rinnovamento, proprio perché non c’è bisogno di guide, ma di cambiamenti», afferma l’artista. C’è insomma, in qualche modo, la necessità di tracciare nuovi confini, di un Nord del mondo che è allo stesso tempo fuori dal Nord, che deve imparare ad accettare la sua natura e allo stesso tempo a modificarla, a sfruttarla, a riconoscerne le potenzialità e non solo le problematiche. Si inaugura una nuova idea insomma, in un territorio dove si sono succedute, negli ultimi anni, diverse circostanze che in qualche modo vanno  incoraggiate o contrastate, anche non seguendo l’atteggiamento freddo di quel profondo Nord che detta le regole. «Non si vuole proporre un programma, ma si chiede di guardare alla nostra realtà, dove il “Medio Sud” è una categoria differente, mediata. E dove la parola “medio” va verso anche la parola “Media”, intesa come tecnologia, che il nostro territorio non guarda probabilmente come la si guarda più a Nord, ma rivestendola di altre caratteristiche, anche più legate all’arte e alla creatività».

Per l’occasione stasera, sul terrazzo del museo, vi sarà anche la proiezione di un filmato di Enrico Ghezzi, creato apposta per l’occasione, e che riprende i momenti in cui in Piazza San Pietro, nello scorso inverno, davanti a 15mila persone e a causa del forte vento a Benedetto XVI volò via la berretta. Un altro strappo di quel tempo che, afferma Manetas «Nella visione cosmica del Cristianesimo, è un “affare di Dio” e non degli uomini». Chi vi sarà tra gli invitati a questa nuova “pausa di riflessione” libera, stasera? Oltre all’ideatore si aspettano Gianfranco Baruchello e Cesare Pietroiusti, Enzo Cucchi e Valerio Magrelli, Cristiana Perrella e Andrea Purgatori, Valentina Valentini e il filosofo Antonio Rainone, solo per citare alcuni nomi.

«Da oggi, e per la durata finita che avrà questo evento, il Tempo-senza custode, sarà nostro! La mia proposta è: usiamolo!». E non ci sembra modo migliore.

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