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Dall’Italia del dopoguerra a Star Wars. Parigi sogna con le fotografie di Nino Migliori

di - 22 Gennaio 2018
Dalla foto realistica a quella sperimentale, fino alla mitica Polaroid, anche in formato 50×60 cm, La materia dei sogni è il titolo della retrospettiva dedicata agli oltre sessant’anni di carriera di Nino Migliori, presentata alla Maison Européenne de la Photographie-Mep di Parigi, fino al 25 febbraio.
Classe 1926, Nino Migliori esplora tutte le potenzialità della fotografia sia come mezzo per cogliere realtà diverse, sia per sfruttare la materia stessa attraverso tecniche come quella del cliché verre usata per la serie Le Cancellazioni, degli anni ’60. Insomma, come dal titolo, la fotografia di Nino Migliori è materia rivelatrice di sogni. La mostra inizia con foto scattate subito dopo la Liberazione, quando l’artista bolognese attraversa l’Italia dal nord al sud per restituire immagini che colgono la vita di strada, attraverso gesti e espressioni di gente qualunque, dai clienti di un bar, ai passanti, a gruppetti di donne sedute lungo una scalinata. Migliori strappa dalla strada storie quotidiane per rivelarle, con tutta la forza narrativa di cui è capace, attraverso foto in bianco e nero.
Curata da Alessandra Mauro e Laurie Hurwitz, l’esposizione, che è accompagnata da un catalogo edito da Contrasto, propone anche delle serie mai esposte come Viaggio in Tataouine (2013). Tataouine è una città tunisina che ricordiamo ispirò George Lucas diventando Tatooine in Guerre Stellari, di cui Migliori ci rivela la magia arcaica dei villaggi trogloditi con i suoi tradizionali granai, detti ksour, il tutto attraverso l’essenzialità dei giochi di luci dati dal bianco e nero. Lungo il percorso ritroviamo la mitica foto intitolata Il Tuffatore (1951), la bellissima serie dei Muri (anni ’50 e ’70), l’Italian sketchbook (1984) realizzata con la Polaroid, la serie I luoghi di Morandi (1985), e molto altro ancora.
La fotografia di Nino Migliori è presente presso il Museum of Modern Art di New York, la Bibliothèque Nationale de France a Parigi, il Museo d’Arte Contemporanea Pecci di Prato, ma anche al Mambo a Bologna, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, per citarne solo alcuni. (Livia De Leoni)
In alto: copyright Nino Migliori, Gente dell’Emilia, 1957

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