Al termine della visita guidata che il direttore del Macro (Museo d’Arte Contemporanea di Roma) Danilo Eccher ha organizzato -venerdì 26 novembre- per un grappolo di giornalisti, c’è stata la dichiarazione più attesa. “Con le dovute proporzioni farò nella capitale quello che la Tate Modern di Londra ha fatto con la Tourbine Hall. Uno spazio dedicato ad una sola, eclatante, enorme installazione“.
Lo spazio in questione sarebbe l’ingresso del Macro, che acquisirebbe così status di ‘piazza’ (magari anche per il quartiere, sin’ora poco attento alle sorti del museo che ospita) all’italiana: con bar, libreria, tavolini e, appunto, un grande monumento simbolico. I primi artisti invitati a cimentarsi sulle grandi dimensioni? Mimmo Paladino ad inizio 2005 e Tom Wesselmann a metà del prossimo anno.
La stampa non è però riuscita ad estorcere nulla su ciò che Eccher stia orchestrando per l’inaugurazione del Grande Macro, con il completamento del cantiere di Odile Decq previsto per la fine del 2006. “Ma siate certi che sarà un grande evento per Roma“, ha chiosato il direttore.
[exibart]
È ufficiale la nomina di Vincenzo Trione alla presidenza della Triennale Milano: lo storico dell’arte e docente universitario succede a…
Così un'anonima bocca dell'inferno, a New York, è volata da un pronostico di 30.000-50.000 dollari a un'aggiudicazione finale che supera…
Fino al 15 settembre prende forma una mostra esperienziale concepita come ambiente immersivo, in cui la natura si manifesta nella…
Italian Female Filmmakers in the Sixties and Seventies: un nuovo volume ricostruisce opere e percorsi delle registe attive in Italia…
La donazione al Polo Biblio-Museale di Lecce di una parte dell’archivio dell’artista belga condannato per violenza non è stata accolta…
Nasce la Hamburg Art Week, che a settembre 2026 trasformerà la città portuale tedesca in una vetrina internazionale per i…