Strano effetto vedere la cronaca dell’arte che diventa nera. Eppure, negli ultimi giorni, da una capo all’altro del mondo, tra omicidi su commissione o meno, professori con strani vizi trovati morti e simili, vi è uno strano bollettino scuro che serpeggia.
Poco passata dalle cronache italiane c’è la storia dell’artista palestinese di casa a Toronto Rehab Nazzal, colpita da un cecchino in Israele, mentre scattare fotografie: non solo, le forze d’occupazione a quanto riportato su facebook dalla stessa artista, sono piombate sull’ambulanza con gas lacrimogeni. Sarà stata colpa dei documentatati scontri tra le forze israeliane e manifestanti palestinesi, che Nazzal fotografava dallo scorso ottobre?
Strano invece il delitto di Brent McDonald, insegnante e artista di Seattle “giustiziato” nel cuore della notte con un colpo di pistola, fatale, al torace. Un’ottima persona – ha riportato la comunità locale del quartiere di Belltown, nella città dello stato di Washington – così come lo era il giovane artista di strada ucciso a Oakland, mentre lavorava ad un murales commissionato lo scorso settembre.
E poi c’è l’omicidio, dichiarato “su commissione” dagli inquirenti di Hema Upadhyay (foto sopra) e del suo avvocato: i due corpi sono stati trovati avvolti nella plastica vicino a un canale di scolo di Mumbai. Qui, stavolta, ci sarebbe di mezzo un ex marito decisamente poco galante e troppo “provocante”, denunciato anche dalle autorità locali per un vilipendio artistico all’animale sacro del subcontinente: la mucca.
Infine la torbidissima storia ancora irrisolta di Jeriah Hildwine (foto di home page), artista e professore dell’Arizona nemmeno quarant’enne trovato ucciso insieme alla sua fidanzata di 23. A quanto pare l’uomo era dedito ad attività extrascolastiche quantomeno particolari, festini con studenti e approcci decisamente espliciti con le sue studentesse. Accanto ai corpi morti, però, solo un’arma. Omicidio bello e buono, o omicidio-suicidio?
Oltre alle poetiche, di questi tempi, c’è da cogliere specialmente i moventi.