Pare che la macchina organizzativa incaricata di svecchiare la gestione del monumentale Museo Egizio di Torino si sia messa felicemente in moto, a giudicare dalle confortanti notizie che giungono a scadenza quasi regolare. Proprio ieri Alain Elkann, presidente della “Fondazione Antichità Egizie di Torino”, nel corso di una riunione del consiglio di amministrazione, ha annunciato i nomi delle personalità di statura internazionale chiamate a ricoprire quegli incarichi di competenza più strettamente scientifica. Nel ruolo di presidente la professoressa Edda Bresciani, docente ordinario di Egittologia all’Università di Pisa, dove insegna anche Lingua e Letteratura Demotica. Dirige la rivista “Egitto e Vicino Oriente ” che ha fondato nel 1978. Ha preso parte a importanti campagne archeologiche in Egitto, a Saqqara, Tebe, Assuan e Fayum. Ha pubblicato oltre 300 opere a stampa, alcune delle quali dedicate alla figura del faraone Ramesse II, la cui statua è proprio uno dei pezzi più famosi appartenenti alla collezione del Museo Egizio. Gli altri sei membri del comitato scientifico sono: il torinese Alessandro Roccati, professore ordinario di Egittologia alla “Sapienza” di Roma; il professore Claudio Gallazzi, ordinario di Papirologia all’Università di Milano; il professore Gaballah Ali Gaballah, ex segretario generale del “Consiglio Supremo per le Antichità dell’Egitto”, docente di Egittologia all’Università del Cairo dal 1979; la dottoressa Dorothea Arnold, curatrice delle Collezioni Egizie del Metropolitan Museum di New York; Vivian Devies, direttrice del Dipartimento dell’Antico Egitto del British Museum di Londra; Dominique Valbelle, direttrice del Centro di Studi Egittologi della “Sorbona” di Parigi. (claudia giraud)
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