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Dieci è il numero magico. La Fondazione Ermanno Casoli festeggia il decennale del dialogo tra arte e impresa

di - 21 Aprile 2017
«L’aria all’interno di ogni casa si può disegnare». Molto suggestiva la mission di Elica, un’eccellenza del design industriale e leader mondiale nella produzione di cappe da cucina, purificatori d’aria e diffusori di fragranze, con sedi in Francia, Messico e Spagna. Oltre che in Italia, precisamente a Fabriano, dove, nel 1970, Ermanno Casoli aprì la prima fabbrica. E proprio al capostipite è dedicata la FEC-Fondazione Ermanno Casoli, nata nel 2007 per promuovere iniziative legate all’arte contemporanea, nella convinzione che i processi creativi e moventi dell’impresa possano cooperare.
«Forte di questa idea, la Fondazione Ermanno Casoli ha scelto di intraprendere un percorso che vede il mondo dell’arte e quello dell’impresa contaminarsi reciprocamente – dice Marcello Smarrelli, direttore artistico di FEC – un percorso complicato, imprevedibile, fatto talvolta di reciproche diffidenze». Un dialogo non risolto ma che può portare a risultati significativi, come successo con E-Straordinario, il programma di formazione aziendale per portare l’arte contemporanea all’interno dei contesti di impresa e che in Elica, per esempio, ha visto crescere il numero dei brevetti e dei riconoscimenti legati al design di prodotto e alla qualità del clima aziendale. I linguaggi artistici tendono spontaneamente all’innovazione, presentendo i cambiamenti e interpretandoli, per questo «la FEC lavora trasversalmente, attraverso l’arte, per rendere le aziende aperte, attive nella gestione del cambiamento, affinché si crei quello stato mentale ed emotivo che porta ad una possibilità inattesa. È questa l’innovazione», continua Smarrelli che, per celebrare il decennale di attività, ha invitato 10 artisti a dare una rappresentazione personale del numero 10.
Ogni 10 giorni, nella homepage del sito della Fondazione, si alterneranno le immagini di Francesco Arena, Francesco Barocco, Chiara Camoni, Danilo Correale, Ettore Favini, Anna Franceschini, Francesca Grilli, Diego Marcon, Andrea Mastrovito e Sissi. Francesca Grilli ha già iniziato, con 10x10xFEC (Wheel of Fortune), basandosi sull’Arcano dei tarocchi che, dietro il numero 10, vede la Ruota del Destino, un simbolo legato alla ciclicità e alla trasformazione. «La mia passione per i tarocchi e gli oracoli mi ha portata a riflettere sulla connessione tra attualità e casualità del destino, contenuta nell’Arcano dei Tarocchi numero 10: La Ruota della Fortuna. A Las Vegas ho trovato questa postazione di gioco, dove ho fatto una puntata», spiega Grilli, raccontando la sua storia nascosta dietro il numero 10.
Dopo le celebrazioni intorno alla numerologia, la FEC continua con un fitto programma di iniziative, da un incontro tra Francesca Grilli e gli studenti del Master in Economia e Management dell’Arte della Business School del Sole24Ore, a E-straordinario for kids, che vedrà il coinvolgimento di cento bambini, figli dei dipendenti di Elica e non solo.
In alto: Francesca Grilli, 10x10xFEC (Wheel of Fortune), 2017. Courtesy: Umberto Di Marino, Napoli

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  • Francesca Grilli continua questo "smart relativism", cose a caso..oggi i falchi, domani i tarocchi, passato domani quel libretto trovato al mercatino dell'antiquariato.....un relativismo mortificante che va benissimo per usare l'arte come volano pubblicitario, per spot pubblicitari sofisticati. Alla fine si tratta di vendere cappe fumarie. La totale assenza di meritocrazia non poteva che investire anche il piccolo sistema dell'arte nostrano.

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