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Differenze tra Disegni e Di/Segni, in un luogo fuori dal comune. Maurizio Osti nuovo protagonista al LabOratorio degli Angeli di Bologna

di - 4 Febbraio 2016
Che cos’è il disegno? «È per me il fondamento della forma e la forma è l’espressione del pensiero che feconda l’idea poetica dell’artista», dichiara Maurizio Osti (Sasso Marconi, 1944). E con questa considerazione, spazio alla fantasia critica! La mostra DISEGNI DI/SEGNI con la curatela di Leonardo Regano, è stata in effetti l’occasione per approfondire il discorso sull’interferenza e la destrutturazione dell’immagine figurativa, a partire da un’indagine sulla natura e l’identità del “segno”, e omaggiare il maestro bolognese, ripercorrendo alcuni momenti importanti della sua carriera. Ad ospitarla il LabOratorio degli Angeli di Bologna, al quale si lega la storia del logo di questo atelier di restauro. Osti infatti, impegnato sia nelle arti visive che nella grafica, ne è lo storico autore.
Dopo Aldo Mondino (2014) e Piero Manai (2015), gli spazi meravigliosi del Laboratorio – l’Oratorio dell’ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli e la sala biblioteca – accolgono la personale del maestro con l’installazione Costellazione Miniature e una selezione di opere significative della sua produzione, come Viriditas, e le serie dei Lybris e dei Polarpoitrait (foto sopra).
Il lavoro sulle miniature, composto di trentatré fotografie (12 x 12 cm, foto di home page) che fissano la traccia di una costellazione astronomica, è inteso come dialogo tra l’artista e la storia dell’arte: un confronto con la tradizione, un incontro metartistico tra differenti linguaggi espressivi.
Questo a ribadire l’importanza di un gesto radicale, inteso come atto di rinascita e di metamorfosi della realtà oggettuale, azione artistica che si sposa alla mission del Laboratorio stesso, impegnato nel cercare soluzioni alle problematiche conservative ed espositive dell’arte contemporanea, attingendo altresì dalla pratica tradizionale. (Cristina Principale)

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