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Diogene_bivaccourbano, sul vagone-residenza torinese sale Luca Bertolo

di - 31 Agosto 2010

È il milanese Luca Bertolo (1968) il vincitore della quarta edizione di Diogene_bivaccourbano, programma di residenze per artisti nato nel 2007 a Torino e locato all’interno di un piccolo modulo abitativo (il Bivacco) ricavato da un ex vagone del Tram.
La giuria, composta dagli artisti del gruppo Diogene, tra circa 200 partecipanti ha scelto di assegnare il premio di residenza a Bertolo “per il rigore analitico della sua ricerca sulla pratica e sui meccanismi che determinano i linguaggi, attraverso l’appropriazione di differenti media aperti ad un’analisi visiva e semiotica”.
Il progetto di residenza, che prende il via il primo settembre e si protrae fino al 20 ottobre, copre le spese di viaggio, di vitto, la produzione del lavoro e assicura un gettone di presenza all’artista. Durante il periodo di residenza sarà organizzata una serie di incontri di approfondimento nei quali l’artista presenterà la propria ricerca ed il progetto realizzato durante la residenza.

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www.progettodiogene.eu

[exibart]

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  • così parlò Luca Rossi.. e una cappa di piombo, e di noia, cala anche su questo forum.
    amen!

  • penso che le riflessioni di lrossi siano sicuramente valide, per cui mi pare giusto capire come fare a superare questa situazione di impasse, come andare oltre, concretamente?

    Nel mio piccolo, come artista, cerco di attivare possibili canali di sviluppo, vedi il progetto zooart, concorso a bando pubblico aperto a tutti, che ora trova più interesse in francia ed inghilterra che qui da noi, il collettivo ubique di torino con cui ci stiamo confrontando per darci risposte nuove e prive di pre-confezionamenti, con la mia attività di artista che slitta fra l'ambito delle riflessioni visive che nell'uso di un linguaggio per un confronto diretto e costruttivo, voi come agite e come vedete possibili sviluppi?

  • caro crac,
    fai come me,
    osservare attraverso uno specchio non è poi così male: vedi tutto al rovescio ma almeno sorridi con più facilità di ciò che cade come una scure sui nostri poveri scritti.
    e poi ricorda
    "maiori forsan cum timori sententiam in me fertis quam ego accipiam"...ossia "forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla"

  • doattime, ma cosa è successo di tanto grave? "situazione di impasse", "andare oltre?".. ma non stiamo un po' esagerando? non stiamo dando un po' troppa importanza a tutto ciò? ci sono tante cose belle nella vita, ma se si pensa sempre e soltanto alle sorti dell'arte contemporanea è difficile poi riuscire a goderne, dura già talmente poco la vita..

  • Caro MD,
    di grave non è successo nulla, erano solo delle condivisioni sull'arte e sulle possibilità di superare una fase alquanto statica dell'arte, che sicuramente troverà pian pianino un suo sviluppo, interessante provare a esserne parte propositiva.

    Poi scusa questo è un forum di arte per cui si parla di ciò, d.o)

  • doattime, ok si parla di arte, questo è un forum, vi si discute di diversi argomenti ogni volta.
    approfittarne per enumerare le proprie benemerenze, però, mi sembra che non vada tanto bene, questa non è la sede adatta, mentre è giusto che si faccia nel corso di un'intervista, per presentarsi.
    ancora una volta: non prendiamoci troppo sul serio, non è proprio il caso.

  • Caro MD,

    veniamo al succo però dell'argomento, com'è la situazione artistica italiana?

    quali sono le possibili forme di evoluzione, concrete e non voli pindarici?

    ha ancora senso parlare di arte contemporanea?

    via visto che questo è un forum sull'arte, se non qui dove se ne potrebbe parlare?

  • caro M D, perchè non va tanto bene parlare di se in questo forum? che male c'è? visto che il sistema dell'arte è così chiuso, penso sia quanto meno doveroso esporsi al giudizio degli altri lasciando traccia di se in luoghi come questi aperti a tutti.

  • Doattime afferma che l'arte è “in una fase alquanto statica”. Mi chiedo come si faccia ad esserne tanto sicuri.. Affermazioni di questo genere le potrà fare qualcuno fra una cinquantina d'anni (se ci arriveremo, come terrestri..) ma ora, con internet, le notizie che cambiano continuamente, e ci si nevrotizza per mantenersi aggiornati, ora che l'attenzione sulla cosiddetta arte contemporanea è costante, 'grazie' anche a siti come Exibart, Teknemedia, e-flux e compagnia bella, come è possibile avere le idee chiare, essere tanto lucidi?
    Non ce ne rendiamo ben conto, ma parliamo sempre e soltanto delle stesse cose, perché più o meno le stesse persone, accorpate in vari network (o congreghe, per dirla meno 'politically correct'..) ci propongono sempre nuovi menù, che poi tanto nuovi non sono, dato che spesso sono gli stessi piatti con nomi nuovi.. Questo accade anche perché, da almeno un ventennio, l'interesse mediatico, economico e politico, nei confronti dell'arte cosiddetta contemporanea (infausta definizione, inventata non so da chi) è aumentato in modo esponenziale, come il numero degli artisti. I quali ora scelgono questa nuova 'professione' già prima dei vent'anni, e studiano per diventare artisti, quasi sempre senza averne le 'stimmate', mentre un tempo ci si arrivava più tardi, spesso cambiando mestiere (vedi Burri, o Flavin), era una scelta obbligata, fatta spesso in perdita, mollando il certo per l'incerto.
    Come fanno tutte queste centinaia di migliaia di artisti (o sedicenti tali) a essere tutti bravi, o addirittura innovativi?
    I veri cambiamenti, oltre che difficili da riconoscere subito, sono molto lenti, a parte certe epoche (come quella fra i '60 e i '70, per l'arte e non solo) in cui veramente si verifica un'accelerazione, anzi una rivoluzione. Questa, evidentemente, non è, non pare proprio una di quelle epoche, e noi non possiamo farci niente, mi sembra ingenuo pensare il contrario, e affannarsi per trovare una soluzione demiurgica, in grado di invertire il senso della storia.
    Si può, anzi si deve, o si dovrebbe (non voglio essere dogmatico..) cercare di fare, e bene, il possibile, lavorando su sé stessi e su quanto ci circonda e ci riguarda più da vicino, senza pretese di successo, rifiutando di essere definiti (e soprattutto di sentirsi) 'emergenti', alla stregua dei giovani calciatori e dei cantanti che puntano a Sanremo. Successo e ricerca non possono andare d'accordo, se si ha successo tutte le energie vanno spese per mantenerlo, o aumentarlo, e allora addio ricerca.
    Ma poi chi lo sa che adesso, all'insaputa di tutti o quasi, non stia avvenendo qualcosa di nuovo, di veramente valido, mentre tutti sono distratti dall'ultimissima biennale (di Istanbul, di Sharjah o di Mosca) e in spasmodica attesa della prossima, che comincerà domani.. Fra la fine degli anni '60 e i primi '70, alle inaugurazioni delle mostre, tutte strepitose e di artisti davvero innovativi, quasi tutti sconosciuti, della galleria di Gian Enzo Sperone, i presenti si contavano sulle dita di due mani, senza escludere parenti e amici dell'artista, e di alcune pare non esista più nemmeno una foto documentativa..

  • ci sono state varie iniziative tra settembre e ottobre.open studio e lecture-performance dell'artista in residenza.ora una scuola il cui progetto pilota si è appena concluso. interessanti a mio parere. ma non avevo dubbi
    saluti a tutti!

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