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Documenta 14, ultimo atto. Un “buco” di 7 milioni di euro che pesa sulla direzione di Adam Szymczyk

di - 16 Settembre 2017
La notizia è una bomba, e a lanciarla è stato il quotidiano tedesco della regione dell’Assia HNA, ripresa da Artnet, Artsy e altri quotidiani dell’arte. La questione? Se questa Documenta (edizione 14) a Kassel non ha funzionato “criticamente”, c’è anche il lato finanziario che non sarebbe da meno.
Secondo le fonti, infatti, il direttore Adam Szymczyk avrebbe portato alle casse della manifestazione un buco nel bilancio di circa 7 milioni di euro, sforando dalla cifra complessiva spesa per la manifestazione (stimata in 37 milioni).
Un bel guaio, che si somma – appunto – alle perplessità che in molti hanno riportato rispetto all’impianto teorico e alle mostre della quinquennale. All’origine del problema sembra esserci proprio il “gemellaggio” con Atene: la sezione di Documenta nella Capitale greca sarebbe costata molto più del previsto e da lì, a ruota, i conti non sembrano essere quadrati.
Riporta Artsy: “I costi di condizionamento in Grecia sono stati più alti del previsto a causa dell’estate insolitamente calda”. Pazzesco pensare che i climatizzatori arrivino a bruciare così tanta corrente, e mentre il boad curatoriale guidato da Adam Szymczyk si è detto stupito della questione gli artisti si sono schierati dalla parte del direttore, scrivedo che “L’imbroglio attraverso il debito è un’antica tecnica di guerra finanziaria” e chiedendo al consiglio di vigilanza di Documenta e alle future squadre organizzative di “difendere vigorosamente la visione del team curatoriale di Documenta 14”.
Per ora, però, nel marasma una mezza buona notizia c’è: Documenta chiuderà lunedì, ma numerosi creditori hanno accettato accordi di rinuncia per i pagamenti in sospeso con lo stato dell’Assia e la città di Kassel che ha raggiunto un accordo per garantire liquidità alla società che gestisce la manifestazione (capitanata dall’Amministatore Christian Geselle, che ha parlato dell’importanza straordinaria della kermesse per la cittadina) prestando 3,5 milioni di euro per finire i giorni di mostra e pagare i dipendenti.
Ma c’è anche il problema, e questo forse non dipenderà dai grandi buchi lasciati, della vendita dei biglietti e dunque dei visitatori: 3 per cento in meno rispetto all’edizione 2012.
Vedremo ora come si muoverà il CDA per rimettere insieme i pezzi (e i soldi), ma quel che è certo è che l’edizione di Adam Szymczyk iniziata con perplessità, sta finendo peggio. Aggiornamenti in corso.
Nelle foto: Daniel Knorr, Expiration Movement, 2017, al Fridericianum – Kassel

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