“Questo numero della rivista programmaticamente esclude qualsiasi necessità di traduzione“, spiega Stefano Boeri, direttore di domus, riferendosi al numero di aprile, l’ultimo sotto la sua direzione. Da maggio il timone della storica rivista passerà infatti a Flavio Albanese. Domus Esperanto – questo il titolo – sarà interamente composto da immagini, disegni, diagrammi, fotografie, schemi e schizzi. Strutturato come un normale numero della rivista, con servizi, saggi, articoli, presentazioni, progetti, più naturalmente le usuali rubriche – la rassegna dei prodotti, le recensioni dei libri, l’Almanacco – ma tutto presentato senza l’ausilio delle parole. Lo spesso titolo allude alla possibilità di inventare un linguaggio universale per comunicare progetti, idee, opinioni sul mondo urbano, sul design, sull’architettura, togliendo alle parole il monopolio dell’informazione. Previsti anche settanta “editoriali visuali”, preparati da alcuni grandi nomi dell’architettura internazionale come F. Gehry, Z. Hadid, Herzog e De Meuron, Mari, P. Starck, Mendini, Koolhaas, De Carlo.
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[exibart]
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