È risaputo. Il Belpaese è una miniera di tesori a cielo aperto, troppo spesso non adeguatamente tutelati. E nella terra dei furbi il principale obiettivo delle forze dell’ordine in materia di beni culturali è sicuramente la lotta al traffico illecito. Una mostra al Museo di S.Caterina dà testimonianza dell’impegno profuso dalla Guardia di Finanza per il recupero e la riappropriazione a patrimonio pubblico di reperti antichi, dopo il biennio record 2003-04 che ha visto il recupero di oltre 16.000 pezzi.
In mostra oggetti di notevole valore datati tra l’VIII sec. a.C. e l’età Imperiale, provenienti principalmente dai centri della Magna Grecia, organizzati secondo un percorso (ricco di interessanti spunti didattici) incentrato sulla mitologia e la penetrazione dei miti stessi nella vita quotidiana. Spiccano le terrecotte dipinte, delle quali si tracciano le tipologie ricorrenti, con pezzi a figure rosse e nere. Molte le ceramiche di fattura apula e sorprendente la testa virile con barba (probabile raffigurazione dell’astuto eroe Ulisse) di notevole fattura, testimonianza -come ha scritto Fulvio Scaparro- “di come il futuro abbia un cuore antico”.
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