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Ciao Professore
da oggi userò il tu, come un figlio orgoglioso di suo padre, premuroso.
Ti chiamo presto
mi sembra un po' restrittivo il "trafiletto"!!!
potevate sprecarci due righe in più...
:o/
peccato!
A me sembra molto meglio fare solo due linee.
ho avuto anch'io il privilegio e la fortuna di conoscere piero dorazio e di amare la sua opera. uno spirito grandissimo, un esempio di libertà intellettuale unito ad un senso innato per la bellezza. oggi, i colori del mondo mi sembrano un po' sbiaditi e non soltanto perchè qui piove. addio, caro piero.
Potevate mettere solo l'opera facevate miglior figura....
Certo si punta al risparmio vedo..una pagina intera con un trafiletto, per caso il coccodrillo non era pronto?
Andiamo un piccolo sforzo e vediamo di inserire almeno qualche nota bibliografica
un caro saluto ed un arrivederLa...!!!
;o)
In ricordo di Piero Dorazio
Non è un atto dovuto, né una vezzosa reminiscenza, niente di tutto questo, si tratta di una testimonianza: quella dell’opera di un artista. Piero Dorazio sin dalla trattoria dei Menghi, dove ora vado con suo nipote Paolo, ha sempre parlato delle proprie idee, mai riferito quelle di altri e nemmeno d’alti ne ha adottate. Dorazio che da giovanissimo comincia ad interloquire con il Futurismo, movimento colpito dalla damnatio memeriae Postbellica, Dorazio che non crede ai dettami del realismo e della banale certificazione neorealista del dramma italiano della ricostruzione, sceglie l’astrattismo e, a vent’anni, insieme a Consagra e Turcato firma un manifesto intitolato Forma. Dorazio imposta un dialogo serrato con la superficie che va a dipingere, ne entra in collisione, quasi la rifonda concettualmente, tanto quei reticolati sembrano ritessere la trama e l’ordito, una tessitura che è intreccio di colori, che è rete di senso in cui profondi cangiantismi sembrano intrappolati, bloccati. Quel colore “dentro” nel momento della sua codifica esiste solamente sulla tela e come tela, risponde agli americani del Color Field con un più complesso enigma: la pittura è “sul” quadro o è “il” quadro?
Un saluto ad un Maestro
Marcello Carriero
Illustre esempio di ricerca e di originalità senza compromessi. Qui in Québec abbiamo avuto un altro grande che visse le stesse tracce, Guido Molinari, che perdemmo l'anno scorso.
Ma sono le testimonianze che restano, come pure le loro opere,che hanno creato riverberazioni influenti ed importanti dai due lati dell'oceano. G.F.
(artista multidisciplinare e direttore Galleria Bernard e Arteka, Montreal.