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È Patrick Modiano il premio Nobel per la Letteratura 2014. Allievo di Quenau, ha convinto la giuria per la sua “arte della memoria”

di - 9 Ottobre 2014
“Sono nato il 30 luglio 1945, a Boulogne-Billancourt, allée Marguerite 11, da un ebreo e da una fiamminga che si erano conosciuti a Parigi durante l’Occupazione. Scrivo ebreo senza sapere cosa questa parola significasse veramente per mio padre e perché, a quel tempo, era indicata sulle carte d’identità. I periodi di forte turbolenza provocano spesso incontri azzardati, cosicché io non mi sono mai sentito un figlio legittimo e ancor meno un erede”.
Nel piccolo volume Un pedigree (edito in Italia da Einaudi nel 2006), Patrick Modiano, con una prosa ricca di malinconia e mistero, racconta i primi vent’anni della sua vita e definisce i temi della sua letteratura. Le sue origini, le figure dei genitori e il desiderio di affrancarsi dal passato costituiscono il filo conduttore e l’ispirazione dello scrittore francese insignito, dall’Accademia di Svezia, del Premio Nobel per la Letteratura 2014.
La figura paterna compare enigmatica e ambigua in quasi tutti i romanzi di Modiano: ebreo francese di origini italiane, incontra la madre dello scrittore a Parigi, nel 1943 viene arrestato e sfugge alla deportazione, collabora con il governo filo-nazista di Vichy e anche dopo la nascita dei figli continua ad essere invischiato in loschi affari. Accanto a lui gravitano personaggi bizzarri o grotteschi, non solo la moglie, attrice alla ricerca del successo, ma anche aristocratici decaduti, artisti in cerca di fama e altri ormai celebri, personaggi ambigui che vengono tratteggiati nei romanzi senza mai rivelarsi del tutto.
Modiano ricostruisce la sua vita, la figura paterna, la quotidianità parigina durante l’occupazione per fotogrammi: al nitore di immagini ricche di riferimenti topografici e descrittivi si associa una prosa asciutta e lineare che restituisce il senso enigmatico di certe esistenze. È questa la cifra stilistica che contraddistingue l’autore, allievo al liceo di Raymond Quenau, che ha convinto i diciotto giurati dell’Accademia di Svezia a conferirgli il prestigioso premio «per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili e svelato la vita reale durante l’Occupazione».
Patrick Modiano ha esordito nel 1967 con il romanzo La place de l’Étoile (Gallimard), nel 1978 ha ricevuto il Premio Goncourt per il romanzo Rues des boutiques obscures. Tra i titoli pubblicati in italiano: Fiori di rovina (Lantana, 1991), Dora Bruder (Guanda, 1998), Sconosciute (Einaudi 1999), Nel caffè della giovinezza perduta (Einaudi, 2010), L’orizzonte (Einaudi, 2012) e il racconto per bambini Caterina Certezza (Donzelli, 2014). (Silvia Vantaggiato)

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