Non poteva che essere legato al famoso atelier Alinari, il primo museo nazionale della fotografia italiano. Realizzato dall’omonima fondazione fiorentina nello storico complesso delle Leopoldine, in piazza Santa Maria Novella, il Museo Nazionale Alinari della Fotografia è strutturato in sette sezioni ricche di rare immagini, strumenti e preziosi oggetti d’epoca. La direzione scientifica è di Monica Maffioli, affiancata nella curatela da alcuni dei maggiori esperti internazionali, tra cui Italo Zannier, Charles-Henri Favrod, Guido Cecere, Maurizio Rebuzzini, Ferruccio Malandrini, Luigi Tomassini, Maria Possenti. L’ideazione scenografica degli allestimenti è stata affidata al regista premio Oscar Giuseppe Tornatore. Il percorso espositivo inizia dal 1839, anno dei primi dagherrotipi, e approda alle immagini digitali e ai fotocellulari dei giorni nostri. Previsto poi un settore dedicato alle mostre temporanee, con un importante calendario inaugurato dall’esposizione Vu d’Italie 1841-1941. I grandi Maestri della fotografia italiana nelle collezioni Alinari. Uno dei fiori all’occhiello del MNAF, realizzato per la prima volta al mondo, è il percorso per non vedenti, museo nel Museo dedicato a una collezione di 20 immagini ricreate in rilievo per essere viste dai ciechi attraverso il tatto.
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