Riguardo all’editoriale attualmente pubblicato, ed a seguito del circostanziato commento del direttore della Galleria Civica di Arezzo visibile in calce, Exibart vuole evidenziare il proprio distacco rispetto alle opinioni pubblicate.
Exibart.com conferma il suo ruolo di grande agorà culturale composta da voci diverse ed anche dissonanti. Sottolineamo dunque che l’editoriale (tutti gli editoriali) non trasmettono – come invece era regola nel giornalismo del passato – il pensiero della testata, ma solo di chi lo firma. Gli editoriali sono interventi di critici, studiosi, giornalisti, redattori, storici che ci domandano visibilità per le proprie opinioni ed i propri pensieri. Anche e spesso in disaccordo con i convincimenti culturali o politici della direzione della testata. Anche rischiando una incoerenza che non riusciamo a giudicare come difetto.
Porgiamo infine le scuse di Exibart.com allo staff della Galleria Civica di Arezzo nella persona del direttore dott. Giovanni Faccenda per i contenuti duri dell’articolo che attualmente ospitiamo.
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l’editoriale in questione
[exibart]
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Caro Assessore,
nessun anonimato da cui sfuggire e nessun Grande Fratello. Tanto è vero che in mattinata ho avuto una lunga e articolata chiacchierata con il direttore della Galleria Civica. Non potendo scrivere, per evitare il suo sarcasmo, il mio numero di cellulare in questa nota che ho scritto, mi materializzerò nella sua casella di e-mail.
Gent.mo direttore,sono grato a tutti coloro che, con la critica, cercano di migliorare l'agire comune, e sono anche grato a chi offre un luogo ove dibattere. Sono anche pienamente convinto che "ExibArt dia spazio alle opinioni ma rimanga imparziale": il problema è che nell'Editoriale da Lei ospitato non ci sono solo rispettabilissime opinioni, ma ci sono anche e soprattutto dati inesatti (si veda la risposta del Direttore Faccenda) che giungono al paradosso quando si parla di "importanti impegni finanziari circa la pubblicità". Gli atti amministrativi sono pubblici e se la gentilissima dr.ssa Puleo (laureata, se non erro, con l'ex direttore della Galleria di Arezzo) avesse avuto l'accortezza di documentarsi sugli attuali bilanci della Galleria, penso che si sarebbe resa conto che quanto scrive non ha il minimo riscontro oggettivo, come non sono neppure commensurabili il nostro bilancio (e quindi i nostri sforzi) e quello delle Papesse. E qui, caro direttore, chiamo in causa Lei: quando qualcuno scrive di quattrini pubblici impegnati più o meno bene, si preoccupi - per favore - di valutare l'affidabilità della fonte: non si è imparziali se si dà voce alla disinformazione. Per il progetto culturale sotteso all'attività della Galleria si può aprire qualunque dibattito, ma non è corretto far lievitare spese documentatamente all'osso.
Le sarei grato se volesse sfuggire all'anonimato da Grande Fratello di una pagina Web materializzandosi con un numero telefonico nella mia casella di posta elettronica.
Ringraziando comunque dell'attenzione, auguro Buon Lavoro.
Armando Cherici