Tra elogi e polemiche entra in vigore con il mese di Maggio il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, vero fiore all’occhiello dell’interregno Urbani al Ministero della Cultura. Per chi volesse approfondire questa importante novità, con Il Sole 24 Ore di sabato 1 Maggio è in regalo un volumetto che riporta integralmente il Codice.
[exibart]
Italian Female Filmmakers in the Sixties and Seventies: un nuovo volume ricostruisce opere e percorsi delle registe attive in Italia…
La donazione al Polo Biblio-Museale di Lecce di una parte dell’archivio dell’artista belga condannato per violenza non è stata accolta…
Nasce la Hamburg Art Week, che a settembre 2026 trasformerà la città portuale tedesca in una vetrina internazionale per i…
Al Piccolo Teatro di Milano, Łukasz Twarkowski porta in scena Oracle, uno spettacolo visionario, che parte dalla biografia di Alan…
Il Taipei Fine Arts Museum ha nominato Cecilia Alemani come curatrice della Taipei Biennial 2027, una delle più importanti manifestazioni…
Si è spenta a Parigi, a 56 anni, Marjane Satrapi: fumettista, regista e illustratrice, autrice del celeberrimo Persepolis, ha raccontato…
Visualizza commenti
Si consiglia di leggere molto attentamente il nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio poiché vi sono aspetti che hanno già generato allarme e forti proteste per la vera salvaguardia del nostro patrimonio di arte e civiltà. Tale allarme è più che giustificato ed è stato lanciato un po' da tutte le maggiori organizzazioni e associazioni nel settore dei beni culturali (da Italia Nostra, dall'Associazione Nazionale Storici dell'Arte,dall'Associazione nazionale insegnanti di Storia dell'Arte,dal sito http://www.patrimoniosos.it che riporta interventi di critici e commenti al nuovo codice da parte di studiosi di altissima qualificazione, e altre associazioni). Il pericolo per i beni culturali è che con una nuova gestione delegata anche alle Regioni non si capisce più a chi fare riferimento poiché le competenze dello Stato e quelle delle Regioni in merito non sono chiare. Bisogna leggere il nuovo Codice per rendersi conto di quanto sia inoltre pericolosissima la confusione tra tutela,conservazione, valorizzazione, fruizione, conoscenze e competenze istituzionali. Gli interventi del prof. Settis, Direttore della Scuola Normale di Pisa, molto critici in merito, e a ragion veduta, dovrebbero far riflettere su come in Italia la gestione dei Musei ai privati è contro la stessa Costituzione della Repubblica Italiana (art.9) che affida la tutela del nostro patrimonio culturale allo Stato e non ad altri soggetti, cioè ai privati.L'Italia non è l'America, il modello di gestione americano dei musei non può essere applicabile all'Italia. I privati ben vengano, con collaborazioni, ma non deve essere delegata a loro la gestione di ciò che è e deve continuare a rimanere pubblico. Riflettete Italiani, riflettete...e leggete...ma soprattutto studiate un po' di storia dell'arte, non fa male al cervello e rinforza la nostra salute mentale e la nostra identità. Solo così capirete che il nostro patrimonio culturale è la vera ricchezza che abbiamo, e che leggi confuse e inadeguate potrebbero distruggere secoli di civiltà. Purtroppo, volenti o nolenti, questa è la realtà. Gerardo Pecci, Storico dell'arte.