Saranno Francesca Cappelletti – docente dell’Università di Ferrara – e Irina Artemieva – Responsabile delle collezioni di arte veneta al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo – le direttrici della sede italiana del museo russo, che avrà sede a Ferrara e comincerà ad operare dal prossimo ottobre. Ad annunciarlo, nel corso di una conferenza stampa tenutasi proprio nella ex Leningrado, il direttore Michail Piotrovskji, che ha anche comunicato che i membri del comitato scientifico da lui stesso presieduto saranno Antonio Paolucci, già Soprintendente del Polo Museale Fiorentino, Giuseppe Ravanello, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte Fondazione Giorgio Cini, Giuseppe Papagno, docente dell’Università di Parma, Carla di Francesco, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, Sergej Androsov, responsabile delle collezioni di arte occidentale del Museo Statale Ermitage, Victor Golovin dell’Università di Mosca, i due vicedirettori dell’Ermitage Vladimir Matvejev e George Vilinbakhov e Gabriele Finaldi del Prado di Madrid, nella sua qualità di storico dell’arte. “Una sorta di accademia russa a Ferrara – ha detto Piotrovskji -, una struttura originale che mira ad essere punto di riferimento per tutti gli studiosi italiani, russi e degli altri Paesi nello sviluppo della conoscenza dell’arte ”. Oltre a realizzare uno o due grandi eventi espositivi l’anno, con importanti opere dall’Ermitage e dalla Russia, il centro ferrarese – che avrà sede operativa nel complesso di Palazzo Giglioli e sede di rappresentanza al Castello estense – opererà per favorire la conoscenza e la conservazione del patrimonio culturale mondiale, la preparazione del personale scientifico e tecnico, sia russo che italiano, nel campo dello studio, del restauro, della conservazione, della gestione e della valorizzazione delle opere della cultura e dell’arte.
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questa è un'ottima notizia .
scrive sul sole 24 ore il direttore dell'ermitage che questo progetto sarà utile agli studiosi russi per venire a studiare e soggiornare in italia, i russi metteranno 'il loro pensiero', l'italia 'il sostegno economico'. bene.
aggiunge anche, preoccupato per lo scarso interesse verso la russia manifestato dall'italia in questi ultimi tempi, anche in fatto di studio di lingue straniere, che ciò servirà a cementare i rapporti perchè 'è spiacevole essere intelligenti e ricchi e non interessare a nessuno', dunque 'mostreremo quali splendide pubblicazioni possiamo fare, che bei libri pubblicare'.
bravi.
ricordiamoci magari anche degli studiosi italiani, che dei loro studi non ci campano nemmeno, malgrado pure l'italia sia 'intelligente e ricca di capolavori'. e rammentiamo pure che molta parte dei giovani assistenti tecnici museali che lavorano nei nostri musei dal 2000 sono stati costretti a licenziarsi perchè con lo stipendio part time non arrivavano nemmeno a metà mese e per molta parte devono tuttora fare i CUSTODI invece che attendere alle funzioni per le quali erano stati assunti con consorso.