Fareste meglio a non fidarvi troppo della consistenza delle pareti, perché potreste trovarvi improvvisamente in qualche altro mondo. Ma se il rischio vi piace, allora l’appuntamento è per sabato, 26 gennaio, con “Mikey Explosion”, mostra di Luca Pozzi, a cura di Milena Becci, che apre il 2019 di Studio Pelicula, spazio pesarese di Michele Alberto Sereni. Occhio alla puntualità, trovatevi lì dalle 18 alle 20, perché il concetto da cui nasce “Sondare l’altrove”, progetto con cui Sereni ha deciso di aprire il suo studio ad altri linguaggi e ad altri artisti, è quello della fugacità dell’esperienza. Che, in questo caso, si esprime con un susseguirsi di flash exhibition della durata di una sola giornata, in cui a essere protagonista è l’istantaneità dell’incontro tra persone e opere.
Dopo la personale di Nevio Mengacci e la performance di Virginia Zanetti per Sondare l’Altrove #1, è il momento di Pozzi, artista nato a Milano nel 1983 e con all’attivo collaborazioni con comunità scientifiche del calibro di CERN, INFN e NASA. Pozzi trasformerà lo studio fotografico in un set cinematografico site-specific, utilizzato per la creazione di nuovi contenuti filmici, narrazioni parallele, tempi sovrapposti e dimensioni arrotolate.
Con l’impiego della tecnologia Blue Screen, le pareti fisiche diventano portali dimensionali, aperti su scenari invisibili a occhio nudo e sopra ai quali fluttuano opere magnetizzate. Superfici nere opache, barre di alluminio curvate e palline da ping-pong levitanti, portano la testimonianza di una sorta di Big Bang, una grande esplosione accaduta in un tempo e in una dimensione non ben definiti ma che continua a riecheggiare sui muri monocromatici come un rumore di fondo, come la scena di un film di cui si cerca disperatamente di ricordare il nome.
La mostra nella sua totalità sarà visibile soltanto nei giorni che seguiranno all’inaugurazione, unicamente on-line attraverso canali connessi alla rete.
Per l’occasione sarà prodotto un catalogo edito da Magonza editore.