Saranno proiettate a latere del festival di arti performative NON IO, a Bologna, due proiezioni della nota videoartista piemontese Marzia Migliora.
Stato Elettrico
2001 courtesy Luigi Franco Arte Contemporanea Torino
In quella che si presenta come un¹apparente inazione, l¹avvenire di un fenomeno elettrostatico è il simbolo e segno esterno di un moto interiore. I capelli di una donna immobile, vestita di rosso, si alzano espandendosi intorno al viso. La corona di capelli, che si compone nel corso di una paziente attesa, pare il frutto di un incantesimo. Ottenuto dalla somma di tempi con gradazioni differenti
L¹incontro pone il soggetto amoroso (che è già estasiato) nello sbalordimento di chi si trova a vivere un fatto soprannaturale: l¹amore appartiene alla sfera (dionisiaca) del caso.
(Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi, Torino, 1979 – L¹incontro)
59 passi
2001 courtesy Artopia Milano
59 passi è una sorta di gioco punizione, mi sono imposta un esercizio, con una regola: camminare in punta di piedi su un tappeto di biglie rosse il più a lungo possibile.
Conto i passi, e ogni volta che appoggio le caviglie per terra ricomincio da capo, un metodo molto in uso nelle filastrocche accompagnate da gesti nei giochi infantili.
Il gioco è duro, un gioco da grandi, perché doloroso.
L’equilibrio è assolutamente precario, le biglie scivolano e si spostano, io cerco di compiere il mio esercizio per un tempo più lungo possibile ma spesso sbaglio e sono costretta a riiniziare, 59 passi è il numero che segna il mio record di resistenza.
Marzia Migliora
E’ nata ad Alessandria nel 1972. Vive e lavora a Torino.
Inizia la propria ricerca con un ciclo fotografico dedicato al museo. Con Museo: il doppio interno (1995) e Sotto-vuoto (1996-99) Migliora costruisce un archivio dedicato alla memoria, esercitando uno sguardo trasversale rispetto alle classiche partizioni disciplinari museali. Con il video Chi c’è, c’è Š (2000) l’indagine sulla memoria collettiva lascia il posto alla memoria privata, richiamata alla luce dal gioco. Il gioco inteso come ‘prova’, è assunto nella serie successiva di lavori video, come strumento cognitivo del rapporto fra corpo e spazio, resistenza e abbandono, dolore e bellezza. In 59 passi un tappeto di biglie di vetro rosso costituisce il campo di un esercizio. L’artista lo percorre a piedi nudi, misurando la propria capacità di resistenza come una conta. Una conta sta analogamente, alla base di Occhi Aperti (2001): sguardo diretto, intenso e prolungato verso una fonte di luce pressochè intollerabile. Il chiudersi delle palpebre e il lacrimare – riflessi istintivi e assieme condizioni di offuscamento e ottenebramento – contrastano con il senso di chiarezza dell’atto del vedere. Un motivo sonoro, rilassante e ripetitivo accompagna il ritmo di immersione ed emersione del volto dell’artista in un liquido latteo. Foglie di Ortiche – titolo del video (2001) – circondano, come ‘cattivi pensieri’ questa pulsazione visiva in bilico tra apparizione e scomparsa. Nella sua personale alla Videoteca della Galleria d’Arte Moderna di Torino (2001) Migliora ha realizzato l’installazione video e sonora Punto Croce. La narrazione di una biografia, registrata come caso clinico (tratta da Jung) ma narrata come una fiaba, è il tessuto sonoro e indiretto dell’immagine video, fissa su due mani che cuciono insieme le loro stesse dita.
Nel 2002 Migliora ha realizzato una serie di video e fotografie per la mostra personale The Flicker alla galleria Luigi Franco di Torino in cui ha lavorato sul ‘gioco del senso’ e su magnetismo ed elettricità (sia in Stato Elettrico che in Campo Magnetico).
NON IO
Edizione 2002, è un festival dedicato alle forme più attuali della scena performativa contemporanea in cui confluiscono opere e formati di varia natura viste da diverse prospettive disciplinari. NON IO intende cogliere il senso più attuale della ricerca artistica puntando lo sguardo a zone estetiche che possano rispecchiare i movimenti del fare artistico e della vita culturale.
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