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Fiamme spente a Notre Dame ma crollano la guglia e il tetto. Solidarietà da tutto il mondo

di - 16 Aprile 2019
All’alba di martedì, i vigili del fuoco erano ancora al lavoro per spegnere gli ultimi focolai e per abbassare la temperatura all’interno di Notre Dame. È stato un lavoro estremamente complicato e rischioso, considerando la peculiarità dell’architettura, meravigliosa testimonianza del passaggio dal romanico al gotico francese e in cui, secondo diversi storici dell’arte, si sperimentò per la prima volta l’utilizzo degli archi rampanti. Prima è stato necessario capire come raggiungere le fiamme, che secondo le indagini sono scaturite dai ponteggi dei restauri allestiti intorno alla guglia, e quindi come gestire il vento. Le cause sono ancora tutte da accertare ma in Francia sta circolando l’ipotesi che potrebbe anche trattarsi di un atto premeditato, considerando i numerosi casi di profanazione e vandalizzazione accaduti negli ultimi tempi e indirizzati specificamente alle chiese francesi. L’ultimo episodio sospetto è avvenuto il 17 marzo, a Saint-Sulpice, ancora a Parigi e in questo caso sono stati danneggiati il portale e le vetrate della facciata, mentre i tre dipinti di Delacrox conservati all’interno non hanno riportato danni.
La Cattedrale di Notre Dame, la cui costruzione fu avviata nel 1163, in sostituzione di due chiese più piccole preesistenti, si sviluppa in altezza fino ai 69 metri del coronamento delle torri campanarie, che costituiscono una delle immagini più iconiche della struttura e che era fondamentale preservare dalle fiamme. Se l’incendio le avesse raggiunte, l’intelaiatura lignea delle campane, poggiata su una rientranza della muratura per evitare vibrazioni, non avrebbe retto, causando il probabile collasso dell’intera struttura «Fino a questa mattina, il lavoro si è concentrato sull’impedire che il fuoco raggiungesse le due torri, per assicurarsi che non crollassero», ha detto Gabriel Plus, tenente dei vigili del fuoco.
La guglia, alta 45 metri, pesante 750 tonnellate e risalente a un restauro del 1860, e due terzi del tetto, circa 1000 metri quadrati e ancora originario, sono crollati, due poliziotti e un vigile del fuoco sono rimasti feriti in modo lieve. Le opere d’arte contenute all’interno sono state recuperate e portate al sicuro ma l’entità dei danni si potrà stimare con più precisione solo nei prossimi giorni e, dopo un iniziale ottimismo, Laurent Nuñez, segretario di Stato al ministero dell’Interno, ha dichiarato che «ci sono dubbi su come reggerà la struttura». Il presidente francese Emmanuel Macron, che durante la notte ha effettuato un sopralluogo all’interno, ha detto che la cattedrale verrà ricostruita ed è già stata aperta una raccolta fondi per finanziare i lavori. Francois-Henri Pinault, presidente e amministratore delegato del conglomerato del lusso Kering (Gucci, Pomellato, Balenciaga, Bottega Veneta, Saint Laurent) ha annunciato una donazione di 100 milioni di euro, Bernard Arnault, proprietario del gruppo LVMH (Christian Dior, Bulgari, Fendi, Moët & Chandon, Louis Vuitton) donerà altri 200 milioni di euro.
«Sono vicino agli amici francesi per questo grave incendio che sta devastando a Parigi la cattedrale di NotreDame, monumento di valore inestimabile per l’intera umanità», ha dichiarato il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. «Ho appena avuto un colloquio telefonico con l’ambasciatrice italiana in Francia, alla quale ho chiesto di riferire al mio omologo francese Franck Riester – impegnato al momento a verificare l’entità dei danni dell’incendio che ha devastato la Cattedrale gotica – che il Governo italiano è pronto a mettere a disposizione della Francia i tecnici del Mibac per gli interventi di ricostruzione di Notre Dame. Si tratta di personale qualificato che ha maturato grande esperienza dopo gli incendi della Fenice di Venezia e della cappella della Sindone di Torino», ha continuato Bonisoli.
Intanto, circolano velocemente, diffondendosi sui Social Network e dai giornali di tutto il mondo, le immagini di Notre Dame circondata dalla sera e poi dalla notte e illuminata dalle fiamme, le riprese in diretta delle maestose navate silenziose e crepitanti di scintille, e il giorno dopo sembrano ancora più surreali. L’astronauta Thomas Pesquet ha condiviso su Twitter una foto scattata alla cattedrale, dall’orbita della Stazione Spaziale Internazionale, a 408 chilometri dalla Terra, condivisa da centinaia di persone.

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