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Finazzer Flory: “Bene la proposta di Exibart per inaugurare tre musei insieme, ma…”

di - 19 Aprile 2009
Esistono due modi di pensare. Si può pensare per obiettivi e si può pensare per esperienze analoghe. Sono due visioni filosofiche differenti. E opposte”. Arriva direttamente dalla penna di Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, la risposta – chissà se resterà l’unica? – all’editoriale di prima pagina del numero cinquantasei di Exibart.onpaper. Nel quale il direttore Massimiliano Tonelli lancia una proposta dirompente circa le prossime inaugurazioni dei musei Macro e Maxxi a Roma, e del Museo del Novecento a Milano. Sostenendo che si potrebbero aprire tutti e tre nello stesso weekend, coordinando le iniziative in un grandissimo evento di portata internazionale, capace di proporre all’opinione pubblica globale un’immagine nuova e diversa del sistema Italia. “Fare sistema – prosegue Finazzer Flory – è, forse, il tentativo di tenere insieme gli obiettivi e le esperienze, l’approccio estetico e quello etico. Ma in una società come la nostra la domanda dell’arte è eterogenea, densa e de-territorializzata. Dunque, come fare sistema a partire dalle provocazioni poste in luce in questo editoriale? Coniugando la cooperazione con la competizione dopo avere deciso quale è ‘il ‘mercato’ rilevante. Se è quello ‘estero’ la vostra proposta è interessante. Ma questo ‘estero’ vuole davvero tutto ciò? O, invece, ama e segue questo Paese proprio perché esso si dà in modo anarchico al mondo, apparentemente dis-articolato, ‘selvatico’ rispetto alla cattiva educazione imposta da un ‘sistema’ che ci vuole omologati, omogeneizzati, edificati sulla base di una simultaneità che ha il senso di un brand di un prodotto controllato? Non sono contrario a lavorare per unire Roma e Milano in un progetto comune, ma non è un’inaugurazione a fare sistema. Perché rischia di essere soltanto un evento effimero. Sono la programmazione, le scelte della direzione artistica, la strategia che riguarda i calendari delle mostre, le modalità di accesso e i tariffari unici, la politica degli acquisti, gli spazi pubblicitari acquisiti insieme, il co-marketing, la formazione di personale, i linguaggi amministrativi comuni a fare la differenza in favore di una ‘meravigliosa complessità’. Per ora è mio impegno – conclude l’assessore – annunciare un ‘fare sistema’ in una nuova e diversa dimensione urbana tra Milano e Torino. Per un’alta velocità culturale”. Presa di posizione articolata, che certamente ha il pregio di alimentare il dibattito, inserendo elementi nuovi di riflessione. Arriveranno contributi anche dalla capitale?

[exibart]

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  • ci mancava il filosofo.. fare sistema , che frase
    nuova....mi ha sempre fatto pensare al totocalcio.
    si è perfino litigato tra sesto e milano.. per il museo..
    e si pensa all alta velocità culturale.. quella già c'è ed è dei tanti artisti e critici che se la sono data a gambe.. andando a vivere all'estero.

  • Sono d'accordo con l'assessore Finazzer Flory é meglio essere indipendenti e provare a crearsi un sistema originale, esplorare serve a crescere. Bisogna però avere il coraggio di cercarsi gli artisti nuovi (indipendentemente se sono giovani o no) anche senza l'usuale consiglio dei soliti critici o collezionisti che propongono sempre isoliti artisti come è capitato al concorso per le sculture del MAXXI2PER100. Coraggio e avanti tutta!

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