Si chiama interni/esterni, ed è la prima tappa di un progetto che vuole mettere in evidenza il legame sommerso tra la coreografia e l’architettura. Si tratta di una relazione in continuo mutamento che attraverso il mezzo del video trova un terzo interlocutore e un interprete, l’unico disponibile, in grado di raccontare il processo di questa conoscenza reciproca. È anche il primo passo di una collaborazione tra la più importante piattaforma per la scena contemporanea in Toscana e la neonata Kunsthalle fiorentina.
I video ospitati ad interni/esterni si muovono su e giù per l’Europa e arrivano fino in Cina.
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