angle, in una prospettiva di totale autonomia, conta di accogliere ricognizioni sulla fotografia e sul video, rilevando ramificazioni prossime e remote dei linguaggi contemporanei e avvantaggiandosi dei contributi di professionisti e critici.
La descrizione dell’occhio di Adriano Bugliani (Prato, 1967) è la prima mostra di angle. Quattro scatti di landscapes urbani segnano l’inizio del percorso. Città italiane guardate dall’obiettivo, città italiane che guardano dentro una finestra illuminata.
Nei lavori successivi il campo visivo si restringe e passa a ritagliare elementi “secondari”, avvicinandosi alla superficie degli oggetti. Non c’è nessuna intenzione di astrazione del segno, la fotografia è un appunto privato, una percezione annotata che, per ricaduta, si accosta ad una visione pittorica del segno.
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